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Crotone, morte Mariella Tamborrino: testimone in aula racconta le ultime fasi di vita dell’avvocatessa

Mariella Tamborrino

Nelle parole di un testimone, le ultime fasi di vita di Mariella Tamborrino, l’avvocatessa crotonese morta la sera del 31 agosto 2012 dopo essere precipitata dal quinto piano di un palazzo di via Santa Croce.

L’avvocato di parte civile, Francesco Laratta, parla di “testimonianza fondamentale, che ricostruisce nei particolari quanto accaduto quella sera”, e che secondo il legale di fatto confermerebbe l’ipotesi della pubblica accusa sulle responsabilità contestate a Michele Cavallo, ex fidanzato dell’avvocatessa ed oggi indagato per quella morte.

Davanti al Giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Crotone Abigail Mellace (chiamata a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio di Cavalloha deposto un testimone che in quei momenti era nell’appartamento sotto quello in cui si verificò la tragedia, dunque al quarto piano dello stesso stabile. L’uomo, un crotonese che da tempo vive in Sicilia, si trovava in vacanza da alcuni congiunti. In aula, racconta l’avvocato di parte civile, avrebbe descritto nel dettaglio le fasi fondamentali dei momenti che hanno preceduto la morte dell’avvocatessa; avrebbe udito una lite tra un uomo e una donna, quindi un urlo e poi un tonfo. Avrebbe quindi aggiunto, prosegue Laratta, diversi particolari a sostegno della tesi sostenuta dalla famiglia della donna e dal pm Luisiana Di Vittorio, secondo cui Mariella Tamborrino non si sarebbe affatto suicidata.

Un racconto contestato dalla difesa di Cavallo (avvocati Sammarco e Spada), che ha sottolineato le discrepanze tra quanto raccontato dal testimone questa mattina e quanto aveva dichiarato nell’immediatezza del fatto.

Due i procedimenti (unificati nel febbraio scorso) a carico di Cavallo: quello in cui gli vengono contestati i capi d’imputazione di istigazione al suicidio, lesioni, violenza privata e sequestro di persona, e quello in cui gli viene contestato l’omicidio volontario. Sentito l’ultimo teste (un agente della Polizia scientifica) il Gup Mellace deciderà se rinviare a giudizio o meno il 35enne, ed eventualmente per quali reati.

 

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