Crotone,
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Crotone, materassino per altare: parrocchia di Milano chiude il campo di Libera con una messa in mare

Don Mattia Bernasconi celebra messa in mare

Un materassino per altare, le acque dello ionio per culla e una Santa Messa celebrata in mare. È quello che è accaduto questa mattina a Crotone in località Alfieri-Scifo. Don Mattia Bernasconi e il suo gruppo di ragazzi della parrocchia San Luigi Gonzaga di Milano, dopo una settimana di campo di volontariato con Libera, presso la cooperativa Terre Joniche-Libera Terra, hanno deciso di trascorrere l’ultimo giorno di permanenza in spiaggia e soprattutto in mare.

Raggiunto il luogo hanno cercato senza fortuna una zona d’ombra che potesse consentire loro di celebrare la Santa Messa. Visto il gran caldo di queste ore e le invitanti acque del mare, don Mattia ha proposto ai ragazzi di celebrare messa in acqua. Proposta accolta con entusiasmo dal gruppo parrocchiale. La notizia è arrivata subito alle orecchie di una famiglia che stava trascorrendo la domenica nella stessa spiaggia e che si è offerta di fornire il materassino come altare.

Così don Mattia ha celebrato messa, parlato durante l’omelia e dato l’eucarestia ai bagnanti.

“Una esperienza sconvolgente – ha detto don Mattia a CrotoneNews, riferendosi al campo di volontariato di Libera presso la cooperativa Terre joniche-Libera Terra. Sconvolgente perché ha sconvolto di fatto molti nostri pensieri e, ovviamente, sconvolgente in senso positivo. È stata una settimana di formazione straordinaria e di contatto con realtà diverse e con la terra”.

Poi a proposito della Messa in mare ha detto: “Di aver pensato a Gesù che sale sulla barca di Pietro per poter parlargli”. Ha anche detto nell’omelia di come quell’acqua che era agitata quando nuotavano, nel momento di quiete (durante la messa) sia diventata talmente calma e limpida da far vedere loro i propri piedi e i pesci che nuotavano intorno, come se si diradassero le turbolenze e tutto apparisse più limpido. Paragonando tutto all’esperienza “sconvolgente” fatta sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, dove molte cose, dopo aver ascoltato e lavorato al fianco di Libera e della cooperativa, oltre che delle persone incontrate, appaiono più chiare, più limpide.