Crotone,
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Crotone, massoneria e ‘ndrangheta: riti di iniziazione sotto la colonna di Capo Colonna e rifiuti tossici in grotte

La Colonna di Capo Colonna e nel riquadro simboli massonici

I riti di iniziazione alla Massoneria avvenivano sotto la Colonna di Capo Colonna e nel Crotonese sono stati seppelliti rifiuti tossici. Questo è quanto emerge dalle carte della maxi operazione “Rinascita Scott” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e del Ros (reparto operativo speciale) dei carabinieri e che ha portato all’esecuzione di 334 misure di custodia cautelare. All’interno delle 13000 pagine di richiesta ce ne sono tantissime dedicate alle logge massoniche ufficiali e deviate. Sugli appartenenti a queste ultime si sono concentrate una parte di indagini, coordinate dal Procuratore Nicola Gratteri, e che hanno individuato il fulcro nel noto avvocato catanzarese ed ex senatore di Forza Italia, Giancarlo Pittelli.

A supporto di questa parte di indagini vengono riportate le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, come ad esempi Cosimo Virgiglio.

Scrivono gli investigatori: “Di estremo rilievo appaiono, nella medesima direzione, le dichiarazioni di Cosimo Virgiglio, escusso il 25 novembre 2016”.

Ed ecco cosa mette a verbale in quella escussione il collaboratore di giustizia: “Nel 2003 ho iniziato Sabatino Marrazzo, al quale abbiamo affidato il “maglietto” della Loggia Pitagora di Crotone, il Tempio era a Rocca di Neto, dove aveva trovato un ristorante”.

Rispondendo alle domande del magistrato aggiunge Virgiglio: “Il Tempio di Vibo era il Palazzo Francica, a piazza Morelli, dove di fronte abitava il prof Francica; a Crotone le persone venivano iniziate a Capo Colonna, sotto la Colonna; fu lì che Sabatino iniziò la sua Loggia”.

Aggiunge il collaboratore: “Gli appartenenti alle Logge regolari erano tutti dei professionisti, avvocati, medici etc., mentre le Logge Coperte erano formate da due filoni: il primo quello dei “sussurrati all’orecchio“, persone che rivestivano delle cariche istituzionali e per questo non potevano essere inserite nelle liste segnalate alla Prefettura; il secondo filone era quello dei “sacrati sulla spada“, soggetti con precedenti penali di vario genere, compresi ‘ndranghetisti, ovvero i “rispettosi del Vangelo di Giovanni“, loro si reputano inflitti Angeli di Dio.[…] A Catanzaro il carismatico era Pino Torchia, mentre Anselmo Torchia l’avvocato, era molto

vicino a Chiaravalloti aveva il Tempio Coperto a Praialonga, in un villaggio turistico costituito da una serie di villette a schiera”.

Aggiunge Virgiglio: “Sono a conoscenza di una richiesta di aiuto di Sabatino Marrazzo agli appartenenti alla Loggia, quando il fratello venne arrestato per un grave delitto e diceva di essere innocente; in quella occasione il prof Francica tenne una “tornata” a Crotone, Francica gli consigliò un legale di Cosenza che “poteva fare tante cose“.

“In una riunione, nel 2001 o 2002, con il mio padrino Pino Speranza, – racconta Cosimo Virgiglio ai magistrati – incontrammo il figlio di Nicola Arena ad Isola Capo Rizzuto, che ci mandò dal cugino bassino, Carmine poi saltato in aria con un

bazooka, con il quale parlarono del fatto di sotterrare in una miniera dei rifiuti tossici che provenivano dal nord; non so poi come è andata a finire quella situazione; di questa cosa già mi aveva interessato Sabatino Marrazzo, senza spiegarmi l’utilizzo che se ne voleva fare”.

Sabatino Marrazzo è considerato “il contabile” della cosca Marrazzo di Belvedere Spinello ed è stato condannato a 8 anni di reclusione con rito abbreviato nel processo scaturito dall’operazione Six Towns. In quelle carte ci sono diverse intercettazioni nelle quali gli investigatori evincono che la cosca abbia sostenuto un candidato di Crotone alle ultime elezioni regionali del 2016. È lo stesso Sabatino Marrazzo che ne parla e che invita altri ad assecondare questa scelta.