Crotone,

Crotone: giallo sulla morte di un poliziotto, la Procura riapre l’inchiesta per omicidio volontario

La notizia riportata dal trisettimanale “Il Crotonese” a firma del direttore Policastrese

«A causarne la morte non sarebbe stato un improvviso e fatale malore, ma un evento esterno, un evento violento. Probabilmente un omicidio.
È questa l’ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura della Repubblica di Crotone per fare luce sulla morte di Salvatore Verdura, un ispettore della Polizia di Stato trovato cadavere il 13 gennaio del 2011 lungo la strada statale 106, all’interno di una Citroen Saxo di colore verde». A riportare la notizia è il trisettimanale “Il Crotonese” con un articolo a firma del direttore Domenico Policastrese.
Secondo Policastrese quella morte fu troppo presto archiviata dallo stesso ufficio inquirente che oggi potrebbe essere venuto a conoscenza di fatti nuovi e materiale probante.
Non sarebbe stato un malore, dunque, ad uccidere il poliziotto, ma, secondo la nuova ipotesi investigativa, formulata dal sostituto procuratore Gaetano Bono che ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’accusa di omicidio volontario. Ed è per questo motivo che il corpo del 50enne poliziotto sarà riesumata dalla tomba che si trova nel cimitero di Catania. Il pm Bono, sostiene Il Crotonese, sabato scorso ha già affidato la consulenza tecnica ad un esperto.
La ricostruzione di Policastrese.
«L’uomo, 50 anni, in forza al decimo reparto mobile di Catania, in quel periodo era aggregato alla Questura di Crotone per prestare servizio presso il Centro di accoglienza per immigrati di Sant’Anna. Secondo la ricostruzione effettuata dagli stessi colleghi, intorno alle sette e mezza di quella mattina, Verdura aveva appena lasciato Le Castella, dove alloggiava insieme ad altri poliziotti in servizio al Cpa, quando all’altezza di località Campolongo venne colto da un improvviso malore proprio mentre si accingeva ad immettersi sulla statale 106. L’uomo si accasciò sul volante mentre l’auto proseguiva lentamente la sua corsa attraversando la carreggiata fino ad arrestarsi da sola in una stradina di campagna. La vettura, peraltro, non presentava alcuna ammaccatura. Secondo il referto stilato dai medici del 118 accorsi sul posto e il successivo esame del cadavere effettuato dal medico legale, il decesso del poliziotto è stato provocato da un infarto. Ciononostante la Procura della Repubblica, in quel frangente, ha ritenuto di aprire un fascicolo sul caso con l’ipotesi di omicidio colposo a carico di ignoti.
Un mese più tardi, tuttavia, la Procura ha chiesto l’archiviazione del fascicolo ritenendo “che la ricostruzione della dinamica del sinistro consente di escludere la sussistenza di responsabilità a carico di terzi, non essendo stata rilevata la presenza di alcun veicolo e non potendosi ravvisare negligenza ovvero imperizia nella manutenzione della strada”. Il 2 marzo 2011, quindi, il giudici delle indagini preliminari ha accolto la richiesta del pubblico ministero».
È stata la moglie del poliziotto a battersi perché su quella morte venga fatta chiarezza fino in fondo. Una tesi, quella del malore, sempre contestata dalla moglie di Verdura che, insieme ai legali, ha fornito una serie di elementi alla Procura di Crotone che hanno indotto il pm Bono a riaprire il fascicolo.

Sempre Policastrese, direttore de’ Il Crotonese scrive: «La moglie di Verdura, intanto, ha riportato uno strano episodio avvenuto la sera prima dell’incidente, quando l’uomo aveva telefonato al figlio. “Appena all’inizio della conversazione – racconta la donna dall’altro capo del telefono – mio figlio sentiva improvvisamente voci concitate ed urla; mio marito interrompeva bruscamente la telefonata, promettendo di richiamare subito dopo…ma non richiamava più”.
C’è poi la scoperta di alcune ferite sul corpo del poliziotto, notate al momento di visitare la salma all’obitorio. “Mio marito aveva un vistoso cerotto posto nella zona del padiglione auricolare destro e un grosso rotolo di carta posto sotto la nuca; sia il cerotto sia il rotolo di carta erano copiosamente imbevuti di sangue a cagione di una vistosa emorragia che si era manifestata nella zona coperta dal cerotto. Quando mio zio, insospettito dalle vistose macchie di sangue, cercava di avvicinarsi alla salma di mio marito, strappando il cerotto per vedere se nascondesse una ferita o qualcosa di simile, il soggetto indicatoci come il Questore di Crotone non gli permetteva di avvicinarsi e immediatamente ci diceva che dovevamo lasciare la stanza”.
In proposito la famiglia Verdura sottolinea che il medico del 118 ha rilevato una ferita all’orecchio destro e nessun’altra lesione; il medico legale, invece, parla di percussione cranica ma tralascia di segnalare la ferita all’orecchio. Per di più il medico di parte incaricato dalla famiglia rileva che la ferita all’orecchio appare inspiegabile alla luce della dinamica dell’incidente: la Saxo non ha avuto urti violenti, non ha impattato con altre auto né il parabrezza era rotto. Sugli abiti di Salvatore Verdura, peraltro, sono state rinvenute tracce biologiche “ascrivibili con elevata probabilità scientifica, a materiale di natura ematica”: insomma a sangue.
INQUIETANTI anche i colloqui tra alcuni colleghi dell’ispettore, captati dai familiari durante i funerali, ma bruscamente interrotti al loro arrivo. “A lui chi l’ha indotto ad andare lì?”, chiede un poliziotto ad un altro. E ancora: “Adesso finiamola con questo discorso qua, perché se scoppia il polverone saltiamo noi e quelli di Crotone…”.
La moglie di Verdura, quindi, sottolinea anche l’anomala vicenda della Citroen Saxo sulla quale viaggiava il marito e che risultava intestata ad una donna. Il mezzo – fa notare – era privo di assicurazione ma, contrariamente a quanto previsto dal codice della strada, un mese dopo l’evento viene dissequestrato e restituito al proprietario.
Sono tutti elementi sui quali, ora, la Procura è chiamata a fare luce».

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