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Crotone, esplosione Lampanaro: si procede per omicidio colposo contro ignoti. Fuga di gas o esplosivo?

La Procura della Repubblica di Crotone ha ipotizzato il reato di omicidio colposo a carico di ignoti. Questa è la decisione del Procuratore, Giuseppe Capoccia, e il pm Alessandro Riello, titolare del fascicolo per l’esplosione avvenuta intorno alle ore 22:00 nel quartiere Lampanaro, a sud di Crotone. Nell’esplosione hanno perso la vita Rina Murgieri, il suo compagno Saverio Romano, mentre una nipotina di 4 anni di Rita è in grave condizioni all’ospedale di Bari e la sua mamma è ricoverata all’ospedale di Brindisi. Stanno meglio, invece, e hanno già lasciato l’ospedale il figlio di Rina Murgieri e le due nipotine di 10 e sette anni.

Ma c’è di più: la Procura segue ormai due piste ben precise. Esclusa la caldaia, che era ben evidente in buono stato sul balcone la sera stessa dell’esplosione, eliminata anche come causa lo scoppio di una bombola di gas, le ipotesi a cui stanno lavorando gli inquirenti, insieme agli uomini della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile di Crotone, sono quelle di una fuga di gas e di un ordigno contenente un micidiale e potente esplosivo, altamente instabile.

Per quanto riguarda la fuga di gas ci sono molte cose che sembrerebbero non collimare, come per esempio il fatto che nessuno ha avvertito puzza di gas e che, comunque, in un ambiente saturo di gas le persone sarebbero dovuto essere quantomeno svenute. Ma anche la modalità dell’esplosione sembra collimare poco con la fuga. Questa, però, è una ipotesi che al momento non può essere esclusa. Così come non può essere esclusa la presenza di una micidiale sostanza esplosiva usata per confezionare potenti ordigni.  Per questo martedì mattina erano stati chiamati gli artificieri della Polizia che non hanno trovato altro materiale esplodente né in casa, né in una cantina di pertinenza. E allora è toccato ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Scientifica effettuare ulteriori rilievi alla ricerca di tracce di esplosivo. Tra i campioni raccolti ci sono anche pezzi di terracotta conficcati nel soffitto, mentre sembra ormai acclarato che l’esplosione sia partita da un piano cottura. Nei laboratori della sezione centrale della Polizia Scientifica di Roma si cercheranno tracce di esplosivo ma, secondo alcune fonti investigative, con particolare riferimento ad un tipo preciso, il TCAP, comunemente conosciuto come “Perossido di Acetone (triciclico)”. Per cercare di avere qualche riscontro più preciso, però, occorrerà aspettare gli esiti delle analisi che saranno eseguite, non in tempi brevi, nei laboratori di Roma. Solo dopo, probabilmente, si potranno avere indicazioni più preciso sulla natural dell’esplosione che ha ucciso due persone e ferito altre quattro.

“Il perossido di acetone è un perossido organico e un potente esplosivo primario. Il TATP puro è una polvere cristallina di colore bianco praticamente inodore. È altamente sensibile al calore, all’attrito e agli urti. Per perossido di acetone ci si riferisce comunemente al trimero ciclico TCAP (perossido di acetone triciclico). Il perossido di acetone viene prodotto mescolando il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) con l’acetone usando una piccola quantità di acido solforico o acido cloridrico che funge da catalizzatore. Tramite queste operazioni si producono anche il monomero e il dimero che sono ancor più instabili e sensibili del trimero. A temperatura ambiente, il trimero sublima lentamente trasformandosi nel dimero più instabile e più pericoloso. Quando viene bruciato in piccole quantità e in condizioni ordinarie, il perossido di acetone si comporta da normale combustibile. Oltre i due grammi, invece, diventa fortemente esplosivo detonando quando è sottoposto a una fonte di calore. La molecola del trimero è molto instabile (come tutti i perossidi organici) ed esplode per urto, frizione o esposizione a fonti di calore. L’esplosione è piuttosto energica e può causare incidenti gravi, anche mortali. Inoltre, se la sintesi è condotta a temperature superiori a 10 °C e con attrezzature non specializzate – cosa resa possibile dal basso costo delle materie prime e dalla semplicità della fabbricazione – insieme al trimero sono prodotte quantità consistenti di dimero, ancor meno stabile, inutile come esplosivo perché troppo sensibile” (Wikipedia).

 

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