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Crotone, ecco chi è Mustapha: il marocchino che ha salvato la vita alla dottoressa crotonese

È ancora adrenalinico Mustapha El Aoudi, il marocchino che ha salvato la dottoressa dell’ospedale di Crotone dal suo aggressore. L’uomo le aveva sferrato colpi di cacciavite al collo e altri ne avrebbe tirato se non fosse intervenuto Mustapha.

Lo conoscono tutti a Crotone e in ospedale in particolare. È arrivato in Italia trent’anni fa, in cerca di un futuro. Si è sposato, è padre di tre figli che sono nati tutti in Italia.

Mustapha è un commerciante ambulante e spesso si sistema poco distante dall’ingresso dell’ospedale di Crotone. Gentile, cortese e sempre disponibile, anche dopo aver salvato la vita alla dottoressa.

“Ho sentito gridare, mi sono girato e ho visto un uomo con qualcosa in mano che stava per colpire la donna”. Mustapha racconta con grande lucidità quei momenti in cui c’era poco tempo per decidere cosa fare, ma lui ha fatto, si è mosso. È arrivato di corsa sull’aggressore, lo ha scaraventato su un’auto e poi lo ha inseguito, bloccandolo a terra fino all’arrivo della polizia. Ed è proprio la polizia che lo interrompe nel suo racconto: “Mustapha dobbiamo andare in Questura”. Occorre la sua deposizione su quanto accaduto. Mustapha abita a pochi metri dal Cara di Isola Capo Rizzuto, in località Sant’Anna. Non ha mai avuto la cittadinanza italiana, ma gli piacerebbe moltissimo averla. Solo che in casi come questi il primo pensiero che ti viene è: “Devi aiutare una persona in difficoltà. Avrei fatto la stessa cosa qualunque essere umano ci fosse stato in pericolo” ammette candidamente Mustapha, che prima di smontare la sua bancarella per seguire gli agenti di polizia, viene avvicinato da un gruppo di colleghe della dottoressa: “Grazie Mustapha” le porge la mano commossa una di loro. “Ho fatto quello che dovevo fare” risponde Mustapha, tendendo la sua di mano verso quella offerta dalla donna. La dottoressa è ricoverata in Rianimazione, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Mustapha è negli uffici della Questura a raccontare cosa ha visto, sentito e fatto. A casa lo aspettano, ma stasera attenderanno a lungo, perché il loro papà ha salvato una vita umana e deve raccontarlo alla polizia, anche per fare arrestare l’aggressore della dottoressa.

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