Crotone,

Crotone, cinque mesi fa il crollo del muro che ha seppellito le vite di Pino, Dragos e Mario

Sono passati cinque mesi da quel tragico 5 aprile, da quella immane tragedia del crollo del muro che ha sepolto la vita di Pino Greco, 51 anni, di Isola Capo Rizzuto, e Dragos Petru Chiriac, 35 anni, romeno, mentre il loro compagno di lavoro, Mario De Meco, 56 anni, di Isola Capo Rizzuto rimasto gravemente ferito, è deceduto nell’ospedale di Catanzaro il 9 maggio scorso. Il cantiere su viale Magna Grecia non è più sotto sequestro da tempo e questa estate su quel tratto di spiaggia la vita dei vacanzieri e dei bagnanti è trascorsa normalmente, con i nostri rossi e la recinzione del cantiere a pochi metri e un escavatore della ditta CrotonScavi, l’impresa che stava realizzando i lavori per conto del Comune di Crotone e per la quale stavano lavorando gli operai.

Sulla rete di recinzione resta una corona di fiori rinseccolita portata nel corso della manifestazione dei sindacati, alcuni fiori di seta, due lumini e ieri sera qualcuno ha attacco anche tre foto di Dragos, per non dimenticare troppo in fretta quelle vite di padri di famiglia che col sudore volevano portare il pane a casa.

C’è ancora una indagine aperta sulla morte di Pino, Drago e Mario, una indagine condotta dalla Procura di Crotone che ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. Ci sono le perizie degli esperti nominati dal Tribunale. Il pm Andrea Corvino chiederà nelle prossime settimane l’incidente probatorio che si terrà davanti al Gip, Michele Ciociola. Ci sono delle responsabilità da accertare, ma ci sono soprattutto le vite spezzate, interrotte di tre persone per le quali occorre consegnare ai loro familiari la verità.

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