Crotone,

Crotone, candanna a 9 anni per la badante che narcotizzò e derubò anziani

Nove anni di carcere, duemila euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici, questa la condanna col rito abbrrviato emessa questa mattina dal Gup (giudice per le udienze preliminari) Michele Ciociola del Tribunale di Crotone nei confronti di Angela Alupoae, classe ’81, la badante rumena accusata di rapina aggravata nei confronti di una persona anziana. La donna era difesa dall’avvocato Gaetano Di Sole. Come si ricorderà nel pomeriggio di giovedì 12 ottobre si era presentato presso la caserma carabinieri di Crotone un uomo che denunciava quanto accaduto e scoperto poche ore prima: un donna di sedicente nazionalità moldava si era offerta per accudire, in qualità di badante, i genitori, due ottantenni purtroppo in precarissime condizioni di insufficienza fisica e motoria. L’anziano, infatti, risulta invalido al 100% poiché affetto da patologie degenerative articolari, mentre la propria consorte è allettata da tempo e di fatto in stato di incoscienza permanente.

“La badante, assunta alle ore 16.30 di mercoledì 11 ottobre non ha perso tempo a macchiarsi di un orribile reato, – scrivevano allora i carabinieri – aspettando solo poche ore per rimanere sola con gli anziani dopo che i figli della coppia avevano lasciato la casa paterna: una volta accortasi di poter agire indisturbata, ha sbriciolato in uno yogurt alcune pillole di medicinali contenenti benzodiazepine (sostanza che induce uno stato ipnotico-sedativo) e lo ha offerto insistentemente all’anziano assistito, il quale suo malgrado ha mangiato il prodotto per poi cadere narcotizzato pochi minuti dopo. Da questo momento la badante ha effettuato una vera e propria razzia nella casa degli anziani coniugi”.

Il proprietario di casa, riavutosi molte ore dopo dalla narcotizzazione, si scopriva oltre che derubato dolorante e sanguinante al capo, motivo per il quale veniva trasportato dai figli accorsi sul posto presso l’ospedale civile di Crotone dove gli veniva riscontrata una frattura cranica con commozione cerebrale, guaribile in alcuni giorni di prognosi.

Una volta raccolta la denuncia, per i carabinieri non vi erano grandi spazi di manovra in considerazione dell’esiguità degli indizi in possesso: l’unico elemento utile in quel momento era rappresentato dal numero di cellulare con cui la badante si era proposta telefonicamente all’anziana coppia; ma l’intestatario della scheda risultava essere un anziano signore crotonese, quindi anche questo dato sembrava condurre ad un vicolo cieco. Da qui è partita un’attività di intelligence di una squadra di militari dedicata esclusivamente alla risoluzione del caso, composta da carabinieri del Nucleo operativo, del Nucleo radiomobile e della stazione capoluogo, i quali interpolando interrogazioni di banche dati e risultanze informative da fonti attivate nell’immediatezza, in alcune ore giungevano ad identificare la badante: la stessa risultava aver rubato il cellulare in questione ad un anziano di cui aveva carpito la fiducia e le attenzioni. Si riusciva anche a dare un volto alla Alupoe, grazie ai cartellini segnaletici redatti dalle forze di polizia in diverse occasioni.

Con non poca difficoltà si arrivava quindi ad una donna rumena, segnalata quale amica della ricercata: con uno stratagemma un maresciallo di sesso femminile aveva modo di contattare questa ulteriore donna, richiedendone la disponibilità per un impiego come badante su più turni per la propria nonna malata. Con questa scusa, si riusciva a carpire il nome di alcune amiche badanti della seconda donna, e di massima la zona di residenza.

All’alba del 12 ottobre venivano effettuati numerose perquisizioni in località San Giorgio, lungo la Strada Statale 106: in una casa cantoniera abitata da una decina di persone di nazionalità rumena, veniva rintracciata la Alupoe. A seguito di perquisizione locale veniva rinvenuta tutta la refurtiva, occultata abilmente tra alcune coperte ammassate in un armadio, unitamente ad alcuni medicinali, probabilmente utilizzati per narcotizzare l’anziano malcapitato.

Inoltre, in considerazione del fatto che nella stanza nella quale dormiva la Alupoe veniva rinvenuta la propria valigia chiusa ed appoggiata sul letto, ritenendo concreta la possibilità che la stessa potesse fuggire, si sottoponeva la donna a fermo di indiziato di delitto, e su disposizione del Sostituto procuratore di turno, la stessa veniva poi tradotta presso il carcere femminile di Castrovillari.

La refurtiva veniva riconsegnata all’anziano signore, il quale, quasi incredulo, ringraziava calorosamente i militari operanti, rincuorato dalla tempestività del ritrovamento; lo stesso infatti, oltre che dolorante, nelle ore immediatamente successive alla rapina si era mostrato intuibilmente scorato ed impaurito per quanto successo.

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