Crotone,
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Crotone calcio: “Il Mibac si accanisce contro l’Ezio Scida con rara insolenza”. Chiesto al Consiglio di Stato lo smontaggio delle strutture

Lo stadio Ezio Scida

Riceviamo e pubblichiamo

“Assistiamo sempre più attoniti alla ormai imbarazzante battaglia unilaterale che il Ministero per i beni e le attività culturali continua a mettere in campo a cadenza periodica, al fine di tentare di privare a tutti i costi il Crotone calcio della propria sede naturale.

Non è evidentemente bastato all’amministrazione dello Stato, a colei la quale dovrebbe prima di tutto mirare al perseguimento dell’interesse generale, vedere censurato il proprio operato di fronte ad un primo ricorso della società in ben 4 diverse sedi contenziose (in sede cautelare monocratica e collegiale dinnanzi al TAR Calabria, in sede cautelare dinnanzi al Consiglio di Stato ed in sede di merito dinnanzi al TAR Calabria); non è bastato il ritiro strategico in autotutela appena il giorno prima dell’udienza a fronte di un secondo ricorso sempre innanzi al TAR Calabria avverso il secondo tentativo di giungere alla demolizione delle strutture ausiliarie dello stadio.

In tale provvedimento la Soprintendenza aveva preannunciato una rinnovata ed approfondita istruttoria che avrebbe quindi aperto un nuovo canale comunicativo idoneo a dimostrare le ragioni che continuano ad indurci a ritenere del tutto irragionevole questo pervicace “interventismo” del Ministero.

Tuttavia nessun nuovo procedimento amministrativo si è aperto e nel giorno della scadenza dei termini processuali, lo scorso gennaio, ci siamo visti recapitare un ricorso in Consiglio di Stato avverso la sentenza favorevole ottenuta lo scorso giugno 2019.

Con tale ricorso il MIBAC mira ad ottenere un salvacondotto del proprio operato ed a stabilire la validità di quelle diffide allo smontaggio delle strutture ausiliarie dello stadio, sostenendo l’opinabile principio in base al quale la tutela dei beni culturali non presupporrebbe necessariamente una valorizzazione degli stessi, ma la mera ed astratta salvaguardia degli stessi. Detto in altri termini, secondo il Ministero, lo stesso sarebbe abilitato ad inibire l’utilizzo dell’area su cui poggiano le strutture ausiliarie pur consapevole che su quell’area non è stato programmato alcun intervento di recupero e valorizzazione dei reperti “eventualmente” sottostanti e pur consapevole che quelle strutture non arrecano alcun danno anche laddove fossero presenti reperti.

Quanto meno, tuttavia, quel ricorso non era stato corredato di un’istanza di sospensione degli effetti della sentenza che avrebbe nuovamente fatto piombare la società, in pieno campionato e nella fase più delicata dello stesso, in una condizione di totale incertezza.

Se non che, lo scorso 18.02.2020 ci siamo visti recapitare un nuovo atto attraverso il quale il Ministero, paventando letteralmente “danni incalcolabili ed irrimediabili al patrimonio archeologico” e prefigurando “catastrofiche” conseguenze laddove non si pervenga all’immediato smantellamento delle strutture ausiliarie, correggendo inspiegabilmente il tiro rispetto alla precedente impostazione processuale, chiede al Consiglio di Stato di inibire con immediatezza l’efficacia della sentenza favorevole ottenuta innanzi al TAR della Calabria.

Assistiamo quindi all’ennesimo comportamento contraddittorio ed anomalo del MIBAC che, con rara insolenza, incurante dei pregressi insuccessi processuali e, lo si ripete, nella fase più delicata del campionato, pretende di inibire l’utilizzo dello stadio “Ezio Scida” di Crotone.

Un accanimento senza eguali che induce la società ancora una volta a resistere, a mettere in campo tutte le proprie energie e, d’ora in poi, anche a porre in essere ogni azione in ogni competente sede rispetto a tale dubbio agire di un’amministrazione che, a questo punto, sta letteralmente agendo mediante “sviamento di potere”.

Siamo certi che, ancora una volta, il Comune di Crotone si accosterà alla società concessionaria dello stadio per sventare l’ennesimo tentativo di arrecare quel “danno alla collettività” che già in passato i giudici amministrativi hanno posto a presidio delle proprie decisioni”.

Avv. Sandro Cretella

Legale del Football Club Crotone

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