Cutro,

Covid 19, Ciconte lancia l’appello per la conversione della ex caserma di Cutro in ospedale

L'ex caserma dell'esercito mai entrata in funzione

Riceviamo e pubblichiamo

“Tre settimane fa il Covid-19 era un puntino lontano e impercettibile, fra tre settimane potrebbe diventare un flagello. Le eccezionali misure apprestate dal Governo e i ripetuti appelli al senso di responsabilità possono limitare ma non evitare la diffusione del virus, mentre da più parti si alza forte l’allarme per l’inadeguatezza delle nostre strutture sanitarie, in un contesto in cui una fetta considerevole della popolazione deve essere considerata a rischio.

Non è il momento del panico. Bisogna prepararsi al peggio ma con razionalità, comprendendo fino in fondo le lezioni che il coronavirus ci sta insegnando.

Sarebbe un grave errore aspettare il diffondersi del virus nel nostro territorio, sperando di resistergli con quel che abbiamo. Questa è una guerra, e in tempo di guerra bisogna fare ricorso a strumenti e mezzi eccezionali.

Noi possiamo averli.

In Cina hanno costruito due ospedali dedicati in dieci giorni. Noi in dieci giorni possiamo convertire in “ospedale Covid 19” la struttura già destinata ad accogliere la caserma militare a Cutro, 96 alloggi rifiniti di tutto punto per i quali sono stati spesi 18 milioni di euro e che da molti anni sono inutilizzati perché nessuno sa che farne.

Sarebbe un modo veloce, e tutto sommato economico, per mettere a disposizione dell’intero territorio crotonese una struttura specializzata, evitando ulteriori contagi e senza interferire sulla già carente offerta sanitaria del crotonese; sarebbe, inoltre, il modo migliore per dare un senso vero al denaro dei contribuenti.

Anziché piangerci addosso, trasformiamo la crisi in una opportunità!

Chiediamo a tutte le autorità locali, regionali e nazionali di attivarsi concretamente e senza indugio presso le autorità competenti e di compiere ogni sforzo estremo, politico e istituzionale, per realizzare un’impresa assolutamente necessaria a scongiurare la diffusione incontrollata del coronavirus.

Gli organi di informazione e la cittadinanza intera sono chiamati a dare tutto il sostegno attivo a una fondamentale azione per la tutela della salute in questo momento di emergenza”.

Marco Ciconte

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