Crotone,

Cotronei, tagliano 25 alberi per minacciare di morte un maresciallo dei Carabinieri

Venticinque alberi di Pino laricio tagliati nel Parco nazionale della Sila e su ogni tronco scritte di minacce di morte contro il maresciallo dei Carabinieri Forestali di Cotronei, Massimo Salerno. È questo il vile gesto di ignoti criminali che hanno devastato una zona di bellezza enorme come il Parco nazionale della Sila per lanciare i loro vigliacchi messaggi ad un uomo dello Stato. Un maresciallo dei Carabinieri Forestali che negli ultimi mesi ha proceduto a denunce e arresti per taglio abusivo di piante, di pascolo illegale, bracconaggio e altri reati contro l’ambiente e il patrimonio pubblico. Una battaglia contro le illegalità che il maresciallo Massimo Salerno sta portando avanti da anni.

“Massimo Salerno opera, prima da Agente del Corpo Forestale dello Stato ora da sottoufficiale della Benemerita, – scrive Legambiente – in quella terra di confine tra le province di Crotone e Cosenza segnata dalla presenza scenica del Lago Ampollino e dalla violenza edificatoria del Villaggio Palumbo. Un posto che doveva diventare una amena località turistica montana a pochi chilometri dal mare Jonio, ed invece è stato devastato dalla speculazione e dalle opere abusive dove persino un eliporto è stato realizzato abusivamente. Le minacce di morte rivolte a Massimo, un amico a cui va la solidarietà di tutta Legambiente, sono un gesto che oltre alla condanna necessita di una dimostrazione di forza da parte dello Stato e delle sue articolazioni sul territorio per liberare questa terra di mezzo dalla presenza oppressiva di quelle cosche di ‘ndrangheta presenti in questa parte di Calabria che l’operazione “Stige” ha ben descritto e individuato. Forza Massimo, noi siamo con te nella lotta contro l’illegalità”.

Solidarietà incondizionata è stata espressa a Massimo Salerno anche dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa) che “esprime profonda vicinanza al comandante della stazione dei Carabinieri di Cotronei vittima di atti intimidatori da parte di criminali che, evidentemente, mal digeriscono l’efficace attività di prevenzione portata avanti nel corso degli anni da parte del Comandante Salerno. Tenere accesi i riflettori sul business che in Calabria gravita anche intorno ai giganti della Sila aiuterà il comandante Salerno a sentirsi meno solo ma soprattutto i cittadini a prendere coscienza del fatto che la Sila rappresenta un patrimonio da salvaguardare e non da svendere ai privati che deturpano il paesaggio con le pale eoliche ovvero inceneriscono alberi secolari spacciandola per biomassa. In questa grande battaglia di salvaguardia del territorio ci aspettiamo di vedere in prima linea tutti i rappresentanti istituzionali, a partire dalla Regione Calabria, ente preposto a rilasciare autorizzazioni al taglio dei boschi ovvero all’insediamento di quelle pale eoliche che impoveriscono il territorio pregiudicandone lo sviluppo in favore delle tasche di pochi “imprenditori”.

Tag:, , , , ,