Lamezia Terme (CZ), 
Tempo di lettura: 3m 41s

CGIL, CISL e UIL dal presidente Occhiuto: personale, pronto soccorso e liste d’attesa al centro del vertice

Si è svolto nella tarda serata di giovedì 8 gennaio l’incontro richiesto da CGIL, CISL e UIL Calabria con il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto sui temi della sanità. Alla riunione hanno preso parte anche i dirigenti generali del Dipartimento Salute e di Azienda Zero, oltre alle federazioni regionali di pensionati, medici e pubblico impiego.

Al centro del confronto, spiegano le organizzazioni sindacali, le criticità che continuano a mettere sotto pressione il sistema sanitario calabrese: carenza di personale, pronto soccorso in affanno, liste d’attesa e difficoltà della medicina territoriale. Per i sindacati è necessario “avviare un confronto strutturato e permanente” sia a livello regionale – con Dipartimenti Salute e Welfare e con Azienda Zero – sia a livello territoriale con aziende sanitarie e ospedaliere, per affrontare in modo continuativo le emergenze.

Tra le richieste ribadite, CGIL, CISL e UIL tornano a sollecitare l’uscita dal commissariamento e la rinegoziazione di un piano di rientro dal deficit che sia “sostenibile finanziariamente” e in grado di allentare vincoli ritenuti oggi troppo stringenti. I sindacati chiedono inoltre che eventuali riforme del sistema sanitario regionale siano precedute da un confronto preventivo con le parti sociali.

Il punto indicato come più urgente resta quello del personale. Secondo CGIL, CISL e UIL, nonostante gli sforzi già messi in campo sul fronte delle assunzioni, i carichi di lavoro rimangono “non sostenibili”, anche alla luce delle quiescenze attese nei prossimi anni. Da qui la richiesta di un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e professioni sanitarie, accompagnato – nelle aree periferiche e nelle specialità più scoperte – da misure incentivanti strutturate, come soluzioni abitative, supporto ai trasporti e servizi per le famiglie (ad esempio asili), nell’ottica di rendere più attrattive le sedi considerate meno appetibili.

Nel pacchetto di interventi proposti rientrano anche la stabilizzazione del personale precario residuo e lo scorrimento delle graduatorie degli idonei. Le sigle segnalano inoltre la necessità di correggere “disfunzioni” che in alcune strutture e reparti starebbero causando difficoltà rilevanti. In termini più generali, la richiesta è di misure non più rinviabili per aumentare l’attrattività delle professioni medica e infermieristica, migliorando condizioni economiche, organizzative e qualità della vita lavorativa degli operatori.

Capitolo pronto soccorso: per CGIL, CISL e UIL i reparti di emergenza-urgenza restano “presi d’assalto” e necessitano di strumenti concreti per trattenere chi vi lavora e attrarre nuove unità. In questo senso, i sindacati richiamano indennità e incentivi previsti dai contratti e dalla legge di stabilità come leve da attivare in modo mirato.

Altro tema considerato urgente è quello delle liste d’attesa. Le organizzazioni sindacali chiedono un piano straordinario per ridurle, garantendo prestazioni ed esami in tempi e distanze “sostenibili”, con particolare attenzione ai cittadini delle aree interne.

Sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), CGIL, CISL e UIL indicano la prevenzione come snodo decisivo per garantire il diritto alla salute ed evitare cronicizzazioni. Pur rilevando un miglioramento della Calabria in due aree su tre, i sindacati sottolineano che resta indietro l’area distrettuale, cioè la medicina del territorio, la cui debolezza finirebbe per alimentare anche gli accessi impropri ai pronto soccorso. Da qui la richiesta di rafforzare i presidi di medicina di base, potenziare ed efficientare le guardie mediche e sostenere la popolazione con campagne di prevenzione e screening, anche attraverso ambulatori mobili attrezzati, per raggiungere le fasce più fragili.

Per l’assistenza domiciliare integrata (ADI) le sigle chiedono “ogni sforzo” per migliorare qualità e intensità delle cure, attivando pienamente i servizi previsti negli Ospedali di Comunità e nelle Case di Comunità, valorizzando il ruolo delle AFT e garantendo il personale necessario al funzionamento delle nuove strutture territoriali.

CGIL, CISL e UIL concludono chiedendo “risposte concrete” e dichiarando disponibilità a costruire, insieme alle istituzioni, soluzioni per migliorare la sanità regionale. Nei prossimi giorni, auspicano, il confronto potrà proseguire su alcuni nodi considerati decisivi: rete ospedaliera, prevenzione, rete territoriale, liste d’attesa, LEA, sanità privata, integrazione tra sanitario e sociale.

Notizie correlate