Crotone,
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Canili in mano alla ‘ndrangheta: arresti e sequestri anche a Crotone

C’è anche “Mister dog” tra i canili sequestrati e gli arresti domiciliari per Luigi Bartolo tra le 11 otdinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria. Tre persone sono state portate in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 3 sono state sottoposte all’obbligo di dimora e presentazione alla P.G. e all’obbligo di dimora. L’inchiesta da cui é scaturita l’operazione della polizia di stamattina in Calabria, condotta dalla Squadra mobile di Reggio e dal Commissariato di Bovalino e denominata “Happy Dog”, ha consentito di accertare l’ infiltrazione nel settore canino degli interessi di persone ritenute vicine alla cosca Zagari-Fazzalari-Viola della ‘ndrangheta, con conseguente condizionamento degli appalti indetti dal Comune di Taurianova per l’assegnazione dei servizi di custodia e assistenza nei canili privati. Dall’inchiesta sono emerse anche le presunte condotte intimidatorie ed estorsive ai danni di un imprenditore del settore della custodia canina, vessato anche da persone vicine alle cosche di Platì e Sant’Ilario sullo Ionio.  L’indagine ha consentito anche di portare alla luce condotte di concorrenza sleale finalizzate ad ostacolare e screditare l’operato del titolare del canile della Locride “che si era aggiudicato l’appalto di Taurianova- riferisce in un comunicato la Questura di Reggio Calabria – anche attraverso campagne mediatiche e denigratorie, con il coinvolgimento di trasmissioni televisive locali e nazionali, realizzate con il concorso di funzionari pubblici infedeli, che ponevano in essere comportamenti ostruzionistici nell’esercizio delle loro funzioni in danno della vittima, ed esponenti locali di associazioni animaliste”. Sono anche emersi delitti di intestazione fittizia di beni al fine di partecipare ad alcune gare di appalto nel settore canino, nel tentativo di superare gli impedimenti derivanti dalle interdittive antimafia disposte dalla Prefettura di Reggio Calabria, con conseguente truffa aggravata ai danni di Enti comunali.

Tra le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Happy dog” della Polizia di Stato ci sono il direttore del servizio veterinario dell’Asp di Reggio Calabria, Antonino Ammendola; il dirigente del servizio veterinario di Locri, Vincenzo Brizzi, e Maria Antonia Catania, rappresentante locale di un’associazione animalista. Arrestati anche i fratelli Francesco e Antonio Fava, imprenditori di Taurianova ritenuti vicini alla cosca Viola- Zagari-Fazzalari, titolari di un canile. Per loro il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, così come per Domenico Marando, nipote del boss di Platì Domenico Papalia (attualmente detenuto) e per il quale è stata disposta la misura cautelare in carcere. Arresti domiciliari, inoltre, per Luigi Bartolo, titolare di un canile a Melissa (Crotone). É stato inoltre disposto l’obbligo di dimora e della presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di rappresentanti e commercianti di prodotti per animali. Sono state sequestrate, inoltre, le imprese “Happy Dog s.rl.” e “Rifugio Canino il Parco s.r.l.” con sede a Taurianova, e “Mister Dog s.r.l.” con sede a Rocca di Neto (Crotone), operanti nel settore della custodia e assistenza ai cani randagi. Dall’inchiesta “Happy dog” della Dda di Reggio Calabria emerge che l’imprenditore fortemente vessato da richieste estorsive messe in atto dalle persone coinvolte nell’operazione ha collaborato con gli investigatori della Polizia di Stato. I tentativi di estorsione nei suoi confronti, a partire dal 2014, avevano lo scopo di costringerlo a rinunciare al servizio di custodia ed assistenza di cani randagi del Comune di Taurianova per la durata di tre anni. Servizio per il quale, nell’aprile di quell’anno, era stato bandito dalla Suap di Reggio Calabria un appalto pubblico per un importo di oltre 284 mila euro che lo stesso imprenditore si era aggiudicato. La rinuncia al servizio da parte di quest’ultimo doveva favorire i fratelli Fava, la cui società (Happy Dog srl) era stata affidataria del servizio fino a quando non era stata estromessa dalla partecipazione alla nuova gara a causa di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Reggio Calabria in quanto i titolari erano ritenuti contigui alla cosca Fazzalari-Zagari-Viola. Altre tre richieste estorsive erano state rivolte allo stesso imprenditore nel 2016 da Domenico Marando. La prima allo scopo di ottenere 58 mila euro per conto di esponenti della ‘ndrangheta di Sant’Ilario dello Jonio, oggetto di una precedente pretesa rimasta insoddisfatta. Altre somme di denaro gli era state chieste quale corrispettivo per l’opera di mediazione con un suo zio detenuto in carcere. Un terreno confinante con il suo, infine, in seguito alle resistenze della vittima, veniva danneggiato da un incendio a scopo intimidatorio ad opera di ignoti. Nel corso delle attività investigative sono state effettuate, inoltre, numerose attività di intercettazione che hanno consentito di acquisire solidi riscontri alle ipotesi accusatorie emerse a carico degli indagati. (ANSA).