Crotone
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Anche dalla volontaria Stefania racconti di vite e di sogni spezzati in riva al mare

Stefania è una delle decine di volontarie e volontari che dalla mattina del 26 febbraio non si sono mai fermati. Di sicuro non l’ha hai fatto con la testa, la mente e il cuore. A distanza di qualche giorno il suo unico sfogo è quello di raccontare sono solo quelle vite spezzate a 100 metri dalla costa, ma anche quelle dei parenti, degli amici, di quegli amori che sulla terra ci rimarranno. Che aspettavano, “da salvi”, sulla terra. E che oggi non trovano pace. Forse non si è parlato abbastanza dei volontari, che si sono trovati nel cuore della tragedia e ne sono stati travolti, senza tirarsi indietro. Senza fare domande, forse chiedendosi perché. Mollando solo in qualche angolino, da soli, per poi riprendere a dare una mano. Forte e concreta.

“M., 12 anni.

Era partito insieme ai genitori, ai suoi 6 fratelli e agli zii.

Sulla spiaggia di Cutro sono sbarcati solo lui e il suo fratellastro. Insieme, hanno dovuto riconoscere i corpi della mamma, degli zii e di 3 fratelli.

Aspettano ancora che il mare gli restituisca il papà e gli altri due fratellini.

  1. 21 anni.

Si era appena sposata, e insieme al marito voleva raggiungere la famiglia di lui in Germania.

Quella notte lo ha visto annegare, ma fino al riconoscimento del corpo ha sperato di essersi confusa, ha sperato che si fosse salvato.

Ha lo sguardo perso nel vuoto, piange e prega ininterrottamente da una settimana sulla bara del marito.

  1. è una dentista, è arrivata dagli Stati Uniti perché ha saputo che la barca sulla quale viaggiava la mamma era naufragata.

Arriva a Crotone con la speranza di rivederla, finalmente, dopo 9 anni.

Invece, l’unica cosa che vede, sono le foto fatte quella mattina. Riconosce la mamma ma non ci crede, fino alla conferma inevitabile data da due tatuaggi particolari sulle ginocchia.

Piange, si dispera, si tira schiaffi e pugni,  “I feel burning inside”, perché per riabbracciare di nuovo, dopo tanto tempo la mamma, lei stessa aveva pagato 9.000 dollari per il viaggio.

  1. è arrivato due giorni fa dalla Germania, dopo aver appreso dalla tv la notizia del naufragio.

Continua ad accarezzare la foto del nipotino di 3 anni trovato sulla spiaggia. In quella foto ci sono altri due bambini, ancora dispersi in mare insieme ai loro genitori.

“Ho il cuore spezzato”, continua a ripetere.

  1. è sulla spiaggia. Grida e piange.

È col figlio, ma non vede le altre sue due bambine.

Loro vengono portati di corsa in ospedale, mentre continuano le ricerche delle figlie.

Una viene ritrovata, L. fa il riconoscimento.

Continua a voler uscire dall’ospedale dove è ancora ricoverata per andare a chiedere notizie della figlia mentre piange sulla bara dell’altra.

Non si dà pace”.

Storie che avranno cambiato anche la vita di Stefania, ma che vanno raccontate, per cambiare – speriamo in meglio – quella di altre.