Crotone,
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Abramo, oltre al danno la beffa: che fine ha fatto il Fis dei lavoratori?

Nemmeno l’Amministrazione Straordinaria è riuscita a dare un po’ di pace ai lavoratori della Abramo Customer Care, visto che ci sono ancora alcuni aspetti che come sempre finiscono col penalizzare proprio chi continua a lavorare e che ha già “perso” diversi stipendi negli ultimi anni. Non proprio perso, visto che in questi giorni i sindacati e i legali stanno depositando presso il Tribunale per richieste di insinuazione al passivo, anche se ovviamente nessuno può garantire nulla sul pregresso che ogni singolo dipendente o collaboratore ha come credito. L’azienda ha pubblicato di recente le buste paga con le quali si certifica il debito nei confronti del personale, ma ad oggi non è possibile capire se di quelle somme verrà recuperato tutto, una percentuale o nulla. Quello che è certo è che, uno dei commissari, aveva anticipato nel corso di una riunione avuta con i sindacati che qualora se ne verificassero le condizioni, già nel mese di giugno potrebbe essere corrisposto un anticipo di quello che spetta ai lavoratori. Manca poco, anche per verificare cosa accadrà.

Quello che è certo, invece, è che molti stanno aspettando una risposta in merito alla corresponsione da parte dell’Inps del Fis, il Fondo di Integrazione Salariale al quale l’azienda ha aderito. Fino a tutto il 2021 non ci sono mai stati problemi, ma da gennaio in poi non è stato pagato più nulla, con l’azienda che ancora non ha ben chiarito cosa è successo. A farlo, invece, ci ha pensato l’Istituto di Previdenza, che rispondendo al quesito di una dipendente ha puntualizzato: “La domanda di Assegno di integrazione salariale è stata respinta per incompatibilità della causale richiesta con le dimensioni dell’organico aziendale. I provvedimenti sono stati regolarmente notificati al datore di lavoro”. In merito a questa risposta ci sarebbe stato un ricorso da parte di chi rappresenta l’azienda, ma nessuna comunicazione è stata data ai lavoratori, che ovviamente non credono più a nulla “per sentito dire”, ma pretendono, giustamente, comunicazioni scritte.

Anche perché ci sono delle domande che viene lecito porsi: entro quando si avrà una risposta a questo ricorso? Se il ricorso verrà bocciato, chi pagherà i lavoratori? Già una risposta chiara sarebbe qualcosa.

Oltre al danno (anzi ai danni) la beffa)? Non sono pochi coloro ai quali spetta, o meglio spetterebbe, una cifra ingente per il Fis. E anche per le cifre inferiori, poco cambia.