Crotone,
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Abramo CC, spiragli positivi. Silipo (System House): “Vogliamo creare un polo calabrese d’eccellenza”

Spiragli concreti per la vertenza Abramo CC e per i 4000 lavoratori coinvolti. La notizia positiva, così come era trapelato già nella giornata di ieri, è che l’attuale proprietà e i referenti della System House, con l’ingegner Silipo in testa, hanno superato qualche piccola incomprensione e adesso hanno redatto un piano di lavoro per presentare, entro la data stabilita, un piano concreto al Tribunale. Nel tavolo di garanzia organizzato dal Comune di Crotone in videoconferenza era presente Sergio Torromino, deputato crotonese che già ieri aveva promosso l’incontro tra le parti.

“C’è disponibilità da parte di tutti – ha esordito Torromino – Ringrazio i sindacati che stanno facendo tenere alta l’attenzione, così come gli altri rappresentanti istituzionali che devono muoversi per lo stesso fine. Come parlamentari ci stiamo attivando per arrivare ad un tavolo istituzionale che non è facile ottenere: anche Comune, Provincia e Regione devono sentire il peso di questa vicenda, anche se c’è la buona volontà della attuale proprietà e del potenziale acquirente deciderà comunque il tribunale. C’è un grande problema sociale e ognuno deve spingere nella stessa direzione. Il fondo ha abbandonato la trattativa perché non ha avuto delle risposte, non vorrei accadesse lo stesso con System House. Il tempo è fondamentale, non possiamo permetterci di perdere commesse e lasciare gli operatori confusi visto che temono il peggio. In questo momento abbiamo un solo pretendente che ha anche esperienza nazionale, ma deve avere supporto di tutti”.

A prendere la parola è stato quindi l’ingegnere Agostino Silipo, amministratore unico della System House. “Quella di Abramo è una vicenda che si riflette sulla società, non solo sul lavoratore, a Reggio la realtà System house da parecchi anni è un punto di riferimento. Esistiamo da 40 anni, abbiamo avuto un percorso in crescita, ma tranquillo e accurato, cercando di fare quei passi che sono necessari affinché si tuteli sempre il lavoratore. L’azienda ha uno slogan: etica, lavoro e qualità. Abbiamo deciso di partecipare come azienda, ma voglio precisare alcune cose. Tra Abramo e System House non ci sono attriti: siamo competitor, ma leali, abbiamo avuto qualche scontro di natura legittima ma senza deteriorare i rapporti trasparenti e leali. In questa fase c’è stata forse in buona fede, qualche documento che è stato dato in ritardo, ma lo abbiamo avuto senza ostruzionismo; forse Abramo ha dato priorità alla prima offerta, senza rendersi contro che la procedura era diversa dovendo darele stesse opportunità a tutti. Io sono un calabrese di quelli testardi, ho deciso di dare l’anima e se ci riesco voglio pensionarmi in questo territorio, dando la stessa possibilità ai nostri lavoratori. Ringrazio Orestano che è sempre disponibile per le nostre richieste, inoltre vuol dire che l’obiettivo è quello di tutelare tutti i lavoratori. Devo dire che dal nostro piano industriale ci sono delle situazioni di esuberi, non solo in questa vicenda, è tutto il settore che soffre. Il nostro obiettivo è quello di non perdere nessun posto di lavoro, consolidare quello che negli anni la Abramo ha fatto e a cui tutto il territorio deve dare grazie, l’imprenditore ha dato tanto e non merita di essere giudicato per quello che accade oggi, ma per ciò fatto negli anni. Stiamo vedendo una forma di interesse in Calabria solo se c’è conveniente, non c’è mai stata unione tra calabresi. Noi abbiamo fatto più clausole sociali in Italia, siamo stati i primi a farlo senza ricevere un euro di margine a Napoli, ma rimettendoci. Abbiamo avuto politici che ci hanno detto bravi, ma nessuno ha mai alzato un dito.

L’obiettivo è quello di creare disagi ai lavoratori, senza stravolgere nulla e senza perdere posti. Per fare questo, già dalle analisi fatte, troviamo dei volumi e del lavoro che è al di sotto della potenza di fuoco che possiamo mettere in campo. Ovviamente la presenza nostra ci permette di ottenere dell’economia che spenderemo su questo fronte. Del lavoro al nostro interno oggi potrebbe essere trasferito in caso di fusione ai nuovi lavoratori attualmente in Abramo che, auspichiamo, verranno inseriti in azienda. L’altro aspetto è far rientrare del lavoro dall’estero, ovviamente essendo sostenibile; terzo punto è quello di un tavolo per garantire ciò che ad altri hanno fatto in altre aree e noi a no, chiediamo allo Stato di dare il tempo necessario di rafforzarsi e non perdere posti di lavoro. Come? Invece delle casse integrazioni visto che siamo in pandemia dell’esonero contributivi per alcuni lavoratori per un determinato periodo. Per il resto la mia linea portare un progetto credibile e forte a un giudice non potrà sottrarsi ad una scelta. Il tempo è tiranno, è importantissimo, solo per dare tranquillità ai committenti. Una parte per fortuna è migrata verso di noi, come con Enel. In quarant’anni non abbiamo mai portato al Mise un tavolo di crisi. Noi abbiamo bancabilità invidiabile. Abbiamo già risposte positive per linee di credito pe l’ampliamento e quindi il progetto ampiamente sostenibile. Abbiamo tracciato dei solchi delineati e condivisi con l’azienda, sono fiducioso che a breve arriveremo a un progetto da proporre al giudice, facendo capire che la tempestività è importante. Vogliamo creare un polo calabrese dei call center, calabresi che lavorano con qualità e competenza. È sempre stato così per Abramo e per System House. Nascerà polo tra i più solidi, senza un debito con nessuno, non abbiamo rateizzazioni con nessuno. Nascerà un soggetto che non darà alibi ai committenti, avremo garanzie forti e affidabili.

 

 

È stato quindi il turno del direttore generale di Abramo, Giovanni Orestano.

“Ringrazio Torromino che ci ha consentito di incontrarci in fretta. Anche se probabilmente sarebbe comunque accaduto. Al di là di alcuni accadimenti che forse sono stati strumentalizzati, i rapporti sono sempre stati molto buoni. Il Fondo Heritage ha abbandonato il progetto, pur dimostrandosi interessato ad un eventuale acquisto. Mi aspettavo una reazione più rapida del tribunale, noi abbiamo una scadenza del primo maggio, data in cui dobbiamo presentare il piano. Va fatto in fretta perché il sistema non conosce queste dinamiche, siamo riusciti già in questo mese a regolarizzare i pagamenti e questa è una buona notizia, l’azienda tiene grazie al lavoro delle persone. Abbiamo perso Ho mobile con 180 persone che passerà a Transcom e siamo inibiti alla gara di Poste perché i requisiti dei loro legali non sono compatibili con il Concordato. L’importante in questa cosa è che c’è comunque la clausola sociale, quindi ci sarà una transizione morbida, anche per parte dello staff. L’incontro di ieri è stato necessario, ci siamo incontrati direttamente, ci siamo spiegati e capiti, non abbiamo nessun tipo di ostacolo o pregiudizio. Ci siamo dati un piano anche di incontri molto serrato, sono contento perché vuol dire che le cose andranno avanti; abbiamo poco tempo ma con i ritmi che ci siamo imposti penso che il progetto possa andare avanti. Anche per Abramo confermo che è interesse chiudere il concordato e trovare una soluzione per tutti, anche per la proprietà. Lo dico non per interesse personale, sono molto più contento e ottimista di qualche giorno fa in cui eravamo senza soluzione. Io ho il compito di trovare soluzioni e fare un po’ da mediatore, in questo caso ci siamo riusciti grazie anche alla disponibilità dell’ingegnere Silipo e alle persone che sono state comunque vicine all’azienda. Ma la macchina non deve fermarsi, anche se per motivazioni giuste e comprensibili, l’aver trovato questa squadra penso possa dare serenità alle persone. Oggi scioperi e fermi sarebbero estremamente negativi per l’azienda. Tutto sommato i clienti tengono, se riusciamo a fare l’operazione in tempi rapidi siamo sulla buona strada, abbiamo già rinnovato contratti fino a fine anno e altri verranno rinnovati. Quello che Abramo poterà all’interno di chi la rileverà ci sono decine di milioni di fatturato che non è poca cosa. E’ un inizio di Pasqua inaspettato, costruito attraverso le volontà delle persone ed è un buon presupposto per essere ottimisti”.

A prendere la parola sono quindi stati i vari rappresentanti sindacali, in linea con la volontà e la necessità di fare in fretta.

 

*in aggiornamento