Crotone,
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Il crotonese al mare: tu a quale tipologia appartieni?

DI NADINE SOLANO

Il mare è mentalità. Accade a Crotone come in tutte le città bagnate dall’impagabile distesa blu. Arriva l’estate e l’imperativo è lo stesso per tutti (o quasi): trastullarsi in spiaggia. E approfittare di qualsiasi momento libero per farlo. Ma c’è modo e modo. Sì, perché proprio le spiagge diventano perfetta rappresentazione e sintesi della “fauna” locale. Ci si mette a nudo, in senso sia letterale che metaforico. Allora, proprio a proposito di Crotone, attenti e approfonditi studi ci hanno permesso di individuare precise tipologie di bagnanti. Siamo praticamente certi di non averne tralasciata nessuna. Mettiti una mano sulla coscienza e rispondi: a quale appartieni, tu?

Oggi vi proponiamo le prime quattro tipologie nella nostra speciale trilogia che pubblicheremo a puntate

La sasamina

La sasamina ha un unico obiettivo: abbronzarsi. Nulla viene prima di questo. Ed è talmente caparbia, talmente convinta, da sviluppare fin dai primissimi giorni una sorta di super potere. Sì, perché la sasamina è capace di restare per ore sotto il sole. IMMOBILE. Probabilmente durante il resto dell’inverno si esercita con pratiche zen, forse si allena a camminare sulle ceneri ardenti, ma tant’è: ci riesce. Anche nei momenti più caldi della giornata, resta lì, non si muove. E non fa una piega. Creme protettive? Non scherziamo, è roba da dilettanti.

La diva

Per la diva, invece, la spiaggia è un vero e proprio palcoscenico. Il suo livello di autostima è elevatissimo. Si piace ed è convinta di piacere a tutti, non importa quanto questo sia effettivamente vero. Possiede una ricca collezione di parei e kaftani dalle fantasie esotiche; indossa solo ciabatte o zoccoli con tacco alto e con quelli riesce a camminare anche sulla sabbia con un equilibrio invidiabile. Come se fosse su una strada comoda e perfettamente asfaltata. Indossa cappelli a falda larga e spalma più volte la protezione 50 sul viso: perché un viso abbronzato non è chic. La diva si trucca anche al mare. Verrebbe da chiederle quali mirabolanti prodotti usi, perché anche dopo mezza giornata il rossetto è intatto sulle labbra e il mascara cristallizzato sulle ciglia. Sbavature? Macchè, nemmeno l’ombra.

L’iperattivo

L’iperattivo, uomo o donna non fa differenza, è l’esatto contrario della sasamina. Già dopo pochi minuti trascorsi sulla sdraio o sul lettino, comincia a scalpitare. DEVE fare qualcosa. Qualunque cosa, anche un semplice cruciverba. Poi si alza, si fa un tuffo, due passi sul bagnasciuga; si siede nuovamente, poi decide di prendere qualcosa al bar. Va in cabina, torna. Fa qualche telefonata. Costruisce un castello di sabbia coi bambini, poi lo distrugge per passare un altro po’ di tempo e sfogare la sua irrequietezza. Gioca col telefonino. Vabbè, diciamolo: al mare ci va perché sì, ma non sembra proprio si trovi nella condizione ideale. Quando torna l’inverno?

Macho man

Un cultore del fisico. E dedica talmente cura, al fisico, che considera la spiaggia un’insostituibile occasione per mostrare i bicipiti guizzanti, gli addominali tartarugati. Macho man si depila dalla testa ai piedi, è più liscio di un’anguilla. Ma non lo fa per vanità, intendiamoci. Il suo è un atto altruistico: vuole permettere gli altri di notare ogni dettaglio di quel suo corpo scolpito e goderne. Sempre per lo stesso motivo, si sacrifica percorrendo più volte la riva. Su e giù, schiena dritta e pancia in dentro. Che poi la pancia non c’è, non sia mai. Macho man, facile intuirlo, è il compagno perfetto della diva. Che però lo ammira – e si compiace – restando sotto l’ombrellone.

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La ninfa

Ma la diva deve stare attenta, perché se nei paraggi c’è una ninfa… Beh, macho man potrebbe distrarsi. Anche la ninfa possiede la potente arma della convinzione. E la spiaggia, per lei, è il campo perfetto per testare il suo potere seduttivo. I costumi che indossa non sono costumi, ma pochi centimetri di stoffa. Due pezzi, rigorosamente, perché uno intero è decisamente troppo. Quello di sotto è poco più spesso di un filo interdentale, ma attenzione: non necessariamente la ninfa sfoggia glutei oggettivamente perfetti. Sono perfetti per lei, questo basta e avanza. Così come la ninfa se ne infischia allegramente dell’anagrafe. Generalmente è under 30-35, ma non mancano – anzi – esemplari ben più avanti negli anni. Si sa: una ninfa è per sempre. Non riesce a stare lontana dal cellulare per più di qualche minuto, perché sente l’obbligo morale di pubblicare storie e selfie e poi controllare il numero di like. Ah: lo schermo del cellulare è il suo specchio da spiaggia. Se ne serve anche per provare le espressioni più sexy.

Il gazzettino

Generalmente il gazzettino è di genere femminile, ma i tempi stanno cambiando. Ergo, si moltiplicano gli esemplari di genere maschile. Il gazzettino opera sempre in gruppo, altrimenti l’essenza della sua attività svanisce nel nulla. Ha bisogno di interlocutori a cui fornire informazioni sugli altri bagnanti e anche riceverne. Il branco dei gazzettini, placidamente sistemato sotto l’ombrellone, punta la vittima. Quindi si parte snocciolando il rosario delle vicissitudini che la riguardano. Gli argomenti prediletti? Corna, separazioni e chili presi durante l’inverno.

Il lettore

Il lettore se ne infischia di tutto e tutti. Preferisce andare al mare da solo, per evitare distrazioni. Apre la sua sdraio, oppure si accomoda sul lettino, e si immerge nel libro prescelto. Nell’arco di una stagione, riesce a divorarne almeno una decina. Ogni tanto alza lo sguardo e lo punta sul mare, per elaborare quanto letto, poi ricomincia a leggere. L’unica compagnia che gradisce veramente è quella di una persona che condivida la sua stessa passione. Non è raro, infatti, vedere coppie di lettori. Marito e moglie, in genere. E segnaliamo anche un movimento ancora in gran parte occulto che avviene sulle spiagge di Crotone: un traffico di libri. I componenti se li scambiano con aria cospiratoria, per poi scambiarsi anche le rispettive recensioni.

La vedetta

La vedetta vorrebbe rilassarsi in spiaggia, dando libero alla sua natura qualunque essa sia, ma non può. Perché deve costantemente monitorare la prole. A volte resta seduta sotto l’ombrellone, senza però mai staccare lo sguardo dai bambini; molto probabile che, per questo motivo, durante l’estate faccia i conti con fastidiosi dolori al collo. Altre volte si piazza sulla riva, a mo’ di piantone, tenendo i teli da mare poggiati sull’avambraccio e aspettando che i figli si decidano a uscire dall’acqua. Se l’attesa si prolunga oltre il sopportabile, la vedetta riesce a cacciare strilli degni di un’aquila. La vedetta è costantemente a rischio esaurimento nervoso.

Continua…..