Crotone,

Alessandro Michele, l’ispirazione per Gucci arriva dai soffitti di palazzo Barberini

di Michela Bastone

La settimana scorsa Milano è stata la capitale della moda: sette giorni di mostre, sfilate, presentazioni all’insegna del fashion, un modo per mostrare al mondo le nuove collezioni e le nuove tendenze per l’anno 2017-2018.

Gucci è uno dei marchi più fotografati nella settimana milanese, il suo capitano si chiama Alessandro Michele; in due anni ha dato una ventata di freschezza e novità al brand con la doppia G.

Michele è il nome nuovo della moda, direttore creativo della maison Gucci, classe 1972, studia all’Accademia della Moda di Roma, ma ha fatto anche il giornalaio e il manovale per necessità, poi però la vita gli ha dato una possibilità.

Ma chi è Alessandro Michele ? La sua ascesa inizia alla fine degli anni ’90 quando comincia a lavorare da Fendi come Senior Designer per gli accessori. Nella moda gli accessori sono quasi più importanti degli abiti, sono più accessibili e maggiormente riconoscibili e per molte case di moda diventano il traino per le loro collezioni, dunque occuparsi degli accessori è come iniziare a incastonare diamanti prima di infilare perle per un orafo.

Nel 2002 entra nel team della Gucci, assunto da Tom Ford, e lavora presso gli uffici di Londra. Assume vari ruoli fino a lavorare in stretto contatto con Frida Giannini, la musa di Gucci. Dopo l’addio del direttore creativo, Frida Giannini, Michele disegna in pochi giorni la nuova collezione autunno-inverno per la stagione 2015-2016 che presenta al mondo raccogliendo il plauso degli addetti ai lavori.

Perché lo stile di Alessandro Michele è così interessante? Ma soprattutto perché borse, cinture e scarpe sono entrate prepotentemente nelle wishlist delle donne di tutto il mondo? Dai mocassini con il pelo, alle borse con le api, le libellule e i colori accesi, Gucci è ritornato ad essere un brand desiderato ma soprattutto super social. Dunque, l’immagine di Gucci diventa contemporanea, non punta solo sulla doppia G e sulla sensualità ostentata della donna, ma è più sofisticata e volge lo sguardo ad un neo romanticismo barocco, con un occhio puntato sempre al mercato. Questo ragazzo italiano, “romano de Roma”, innamorato della sua terra, che mutua dai soffitti di palazzo Barberini la storia di Roma e della omonima famiglia e la trasferisce sugli accessori, che si rifà al vintage, ma fa dei social il media ideale per parlare con i compratori, ha creato il concetto di desiderabilità. I suoi accessori, diventano ambìti, le sue t-shirt, i suoi abiti quasi tappezzeria diventano cult, e le pagine Facebook si riempiono di like (mi piace). Barberini, Bernini e la storia del barocco si intrecciano nella sua voglia di giocare e di creare arte. E per dirla con le parole di Alessandro Michele: “Utilizzo il passato come fosse una tavolozza per dipingere il contemporaneo”.

Chi è dunque Alessandro Michele? Una lezione di vita per i giovani e per chi si occupa di moda in generale: uno che con lo studio e l’umiltà è arrivato al trionfo.

(photo Ansa)

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