Crotone,

Cinque anni fa la Concordia: Francesco e Caterina gli sposi di Cutro che erano a bordo

Francesco Frijio e Caterina Sestito erano in viaggio di nozze. Un viaggio di nozze che non dimenticheranno mai, e non per cose belle, purtroppo. Caterina e Francesco sono due giovani sposi di Cutro, uniti in matrimonio il 28 dicembre del 2011. Pochi giorni dopo, alle ore 19:00 del 13 gennaio 2012, sono felici, felicissimi. Sono sul ponte di imbarco di Civitavecchia e stanno per salire a bordo della nave da crociera Costa Concordia. È la loro luna di miele, deve essere il viaggio dei sogni, si trasforma in quello degli incubi. Per fortuna senza conseguenze fisiche per loro.

Francesco non ha dimenticato niente o quasi di quel giorno. È lucido, sereno, ma quando parla, rimandando la memoria a quella sera, la voce si fa intermittente. È evidente che quel giorno lo ha segnato. Francesco e Caterina sono a bordo. Raggiungono la cabina, sistemano le loro cose, mentre la nave lascia il porto di Civitavecchia. Manca poco alle 21:30 e la coppia di novelli sposi si dirige verso uno dei ristoranti della nave. Sono seduti da poco, quando: “Abbiamo sentito un forte rumore come di qualcosa che striscia, poi un boato”, ricorda Francesco. “È saltata subito la corrente dove eravamo noi e la gente era presa dal panico. Urlavano tutti”. E qui il racconto di Francesco si trasforma in una schermata nera. “Non so come, e ancora oggi non riesco a ricordare come abbiamo fatto io e mia moglie a trovare quasi subito uno dei ponti dove si era già radunata un sacco di gente. Credo fossimo al terzo o quarto ponte. I bambini piangevano e gli adulti urlavano. Noi siamo stati tra i primi a salire su una scialuppa. Davanti a noi c’erano tanti bambini che vennero fatti scendere subito con le scialuppe. Poi fecero scendere anche noi”. Tutto questo però dopo discussioni anche dure con alcumi membri dell’equipaggio. La paura, il timore di restare in quell’ammasso di acciaio che più passava il tempo e più si inclinava. A distanza di cinque anni, però, Francesco ancora non riesce a digerire il comportamento di alcuni membri dell’equipaggio. “Ricordo che cercavano di tranquillizzarci dicendo che non era successo niente e che era solo saltata la corrente elettrica. Ma la nave cominciava ad inclinarsi e noi lo vedevamo. C’erano molti stranieri tra i passeggeri che non parlavano in italiano e cercavano di capire cosa fare. Alla fine siamo stati proprio noi passeggeri a forzare la mano e a pretendere che venissero calate le scialuppe. C’era tanta gente presa dal panico e il caos era totale, ma l’equipaggio onestamente non ci aiutò e non sembrò all’altezza di gestire quella situazione. Almeno quelli con i quali abbiamo avuto a che fare noi”. Francesco Frijio e Caterina Sestito arrivano sull’isola del Giglio alcune ore dopo. Sono sani e salvi, ma negli occhi hanno disegnata la paura di quei momenti. “Appena messo i piedi a terra ho ringraziato Dio – dice Francesco – e lo ringrazio ancora perché posso raccontare questa brutta avventura, ma non dimenticheremo mai quello che è accaduto. Abbiamo guardato in faccia la morte”. E poi: “Ogni anno vorrei che il 13 gennaio non arrivasse mai”.

Tag:, , ,