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Serie A: un calabrese sulla panchina del Milan, un milanese su quella del Crotone

Un calabrese che allena il Milan, un milanese che allena il Crotone, ovvero Rino Gattuso e Walter Zenga. Due che da calciatori hanno fatto parlare e tanto di loro, due che fanno del carattere, della grinta e della voglia di riscatto, sempre e comunque, alcune delle armi principali. A questo affiancano tanto duro lavoro sul campo e fuori e la preparazione tecnica, oltre che tanta, tanta esperienza sul campo. Nel giorno dell’Epifania si ritroveranno avversari: il calabrese sulla panchina dei rossoneri, il milanese su quella dei rossobù. Sarà una partita nella partita; ci vorrebbero due telecamere fisse puntate su di loro e poi mettere le immagini insieme, ne verrebbe fuori un film la cui trame è più o meno: “Chi si ferma è perduto”.

Della “battaglia” di San Siro e del suo avversario ne ha parlato in conferenza stampa Walter Zenga: “Non credo sia possibile invertire le panchine”. Sorride l’allenatore del Crotone e aggiunge: “Come me Rino è andato in giro, non si è fatto problemi, ha trovato anche situazioni difficili da affrontare: sono contento per lui, perché è una bella persona”.

Si somigliano, si somigliano tanto Zenga e Gattuso, due che non hanno mai dovuto dire grazie a nessuno che non sono mai stati diplomatici e che quello che avevano da dire l’hanno sempre detto, senza fronzoli, senza farse. Due uomini veri, due calciatori che hanno difeso i propri colori sempre con tanto agonismo, ma molta lelatà, per questo Milan-Crotone potrebbe essere una partita che rispecchia esattamente i caratteri dei due allenatori: bella, tosta, senza lesinare impegno e cercando di vincere fino alla fine: Milan-Crotone, Zenga-Gattuso, Calabria-Milano: al campo l’ultima parola.

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