Roma,

Plusvalenze Chievo, il TFN su ricorso del Crotone: “Il campionato di Serie A è già iniziato”

Il Tribunale federale nazione non tiene conto delle motivazioni della Corte federale d’Appello sul caso Foggia e rigetta l’istanza del Crotone di sospendere, in via cautelare fino al processo sportivo, le partite del Chievo in Serie A e del Crotone in Serie B.

Scrive il presidente della Sezione disciplinare del TFN, il solito Cesare Mastrocola, “Visto il ricorso ex articolo 30, Commi 12 e SS CGS della società FC Crotone srl in persona del legale rappresentante presidente del CdA Giovanni Vrenna del 25 agosto 2018, contenente richiesta di emissione di misure cautelari fuori udienza e inaudita altera parte, come descritto nel corso stesso;

Ritenuto che il paventato danno irreparabile nella specie non è sussistente. E tenuto conto che per consolidata giurisprudenza di questo Tribunale, confermata peraltro dalla Corte Federale d’Appello, le eventuali sanzioni da irrogare a società di calcio avranno effetto per il campionato successivo, una volta che il campionato in cui le pretese infrazioni si sono verificate è definitivamente concluso, e quindi non può ritenersi ancora in corso e che per altro alla data in cui è pervenuto questo Tribunale il ricorso in questione, il campionato di calcio di Serie A 2018/2019 era già iniziato,

PQM

Rigetta le invocate misure cautelari, inaudita altera parte che peraltro verranno collegialmente vagliate all’udienza del 19 12 settembre 2018 ore 11:00 in via definitiva”.

Quindi per il presidente della sezione disciplinare, il solito Cesare Mastrocola, fedelissimo di Pasquale De Lise, già presidente del Tribunale Amministrativo della Calabria, epoca in cui finì in intercettazioni poco edificanti su un pm della Procura della Repubblica di Crotone applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, non può essere accettato il ricorso del Crotone perché il campionato di Serie A, purtroppo, è già iniziato. Il fatto che colpisce di più, però, è che questo provvedimento non tiene in nessuna considerazione le motivazioni della Corte Federale d’Appello sul caso Foggia.

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