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Improcedibilità Chievo, scenari Crotone: dal ricorso al Tar per il blocco dei campionati al risarcimento da 50 milioni di euro

La “favola” Chievo continua a stare in Serie A, nonostante i bilanci e i debiti. A salvarlo questa volta un cavillo burocratico, un macroscopico errore di procedura da parte della Procura Federale che appare talmente marchiano da far sorgere non pochi dubbi sulla bontà dell’inchiesta. Di mezzo ci mettiamo anche gli alleati del Chievo che speravano in una sentenza del genere.

Eppure le carte parlano chiaro, i conti del Chievo sono oltre il traballante e le plusvalenze fittizie, vista la condanna del Cesena, sono praticamente provate. L’improcedibilità per non aver ascoltato il presidente del Chievo, con un precedente del marzo 2018, getta ombre nere, nerissime, sull’operato di chi ha proceduto.

E adesso? E adesso se il presidente del Crotone, Gianni Vrenna, dovesse impazzire e decidere di schierarsi contro un “sistema”, come lo ha definito La Gazzetta dello Sport, potrebbe percorrere strade dolorosissime per tutto il calcio italiano, ma molto remunerative per la società pitagorica.  A cominciare dal chiedere al Tar la sospensione dei campionati di Serie A e Serie B. Una istanza che il Tribunale amministrativo non avrebbe difficoltà ad accogliere (almeno come sospensiva) viste le carte e i documenti. Poi il presidente del Crotone potrebbe impazzire ulteriormente e chiedere alla Procura Federale e al Procuratore, Giuseppe Pecoraro, un risarcimento danni di almeno 50 milioni di euro. Tanti sono, infatti, i soldi che il Crotone avrebbe avuto nel caso di condanna del Chievo in Serie B, soldi che, invece, potrebbero finire nelle casse della società veneta, sulla quale, comunque, penderà un ulteriore procedimento. Perché l’improcedibilità significa che il processo va rifatto e noi staremo ad aspettare comunque l’esito. In più si aggiunga che il fallimento del Cesena è sotto la lente di ingrandimento perché se dovesse assumere la fattispecie della fraudolenza, ci sarebbe da aspettare l’apertura di una indagine penale che potrebbe coinvolgere tante altre società di calcio. O meglio di un sistema calcio che si auto protegge fino a quando ci saranno cavilli burocratici a salvare le casse.

Ad ogni modo, come sempre, sarà la storia a dare i verdetti.

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