Crotone,

Il Crotone massacrato degli arbitri: ma come fate a mandarli in giro?

Arbitri e designatore Morganti

È una questione di mancanza di rispetto. Basta con la giustificazione dell’incapacità, anche perché sul lavoro se uno è incapace lo mandano via a calci, a meno di forti raccomandazioni. Il rispetto dicevamo, quello che manca da parte di molti arbitri nei confronti di una società calcistica che fa enormi sforzi per regalare sorrisi ad una città. La mancanza di rispetto verso chi ogni giorno suda e fatica per portare a casa lo stipendio (e parlo soprattutto dei magazzinieri, degli addetti allo stadio). Mancanza di rispetto per gli allenatori e i calciatori che non possono più nemmeno fiatare perché i vari Marchesi del Grillo non lo consentono e tirano fuori cartellini a loro piacimento. Basta, il calcio e la Serie B non possono più tollerare atteggiamenti del genere in un’era in cui il calcio è diventato tanto altro, oltre che una semplice partita a pallone. Cominciamo con un esempio che non riguarda il Crotone: qualcuno di voi ha visto l’espulsione di Alino Diamanti in Lecce-Livorno? Inutile ogni commento e anche in questo caso è la mancanza di rispetto a venire fuori.

Se non si è in grado di arbitrare, via a casa, ci vuole coraggio in alcune scelte. Ce l’abbiamo? Ma come fate a mandarli in giro per stadi con migliaia di persone che assistono a questi scempi. Non è possibile che una terna arbitrale come quella di Crotone-Pescara possa prendersi il “lusso” di dire a fine partita che il rigore su Spolli non è stato concesso per la norma del vantaggio. È uno scempio al quale dovrebbero ribellarsi prima di tutto i bravi arbitri. Oltre al danno la presa per i fondelli: a parte che se il vantaggio non si concretizza va sanzionato comunque l’intervento; a parte che Scognamiglio andava espulso e quindi comunque avrebbe dovuto fermare il gioco, ma quello che demolisce la teoria dei geni in maglia gialla a partire dal pessimo Rapuano, è la gestualità dell’arbitro che indica non un vantaggio, ma il fatto che non ci sia fallo. Ed è impossibile non vederlo da dove si trova Rapuano. Malafede? Fate un po’ voi.

E dire che questa stagione era iniziata con l’arbitro Marinelli di Tivoli di Crotone-Brescia che nega un rigore solare per fallo di Tonali su Nalini e con lui pensavamo di averne viste già abbastanza, ma poi sono arrivati Ghersini di Genova che a Palermo ignora un fallaccio su Nalini costato 16 punti di sutura e due mesi di stop; Fourneau di Roma che a Lecce sorvola su un clamoroso fallo da rigore su Budimir e poi lascia proseguire dopo che il pallone di Simy sembra aver varcato la linea; Prontera della sezione di Bologna che fischia un fallo su Rohden con due giorni di ritardo e lo svedese è costretto ad uscire dal campo tonto è il dolore (poi rientrerà), inverte decisioni, non butta fuori Mbaye che, già ammonito, lo affronta facendolo quasi cadere, non fischia una evidentissima spinta ai danni di Simy, vista da tutti, anche da quelli del Carpi che quasi si fermano, e pochi secondi dopo concede punizione agli emiliani con parapiglia finale, due espulsioni che solo lui ha visto, quella di Cordaz che quella di Mokulu; Peruzzo a Perugia non fischia un clamoroso fallo su Faraoni e gli umbri segnano; Aureliano in Crotone-Cosenza tira fuori il rosso per Martella che guarda solo il pallone e non vede l’arrivo di un avversario, al massimo da giallo; e poi ancora a Verona l’arbitro Piccinini non sanziona Di Carmine per un fallo che costerà 8 punti di sutura a Vaisanen e poi espelle Rohden.

Ieri allo Scida il Rapuano show con la partecipazione speciale di Scatragli, Affatato e Ayroldi. E questi sono solo i più clamorosi, altri ce ne sarebbero da elencare. Ah, a proposito manca un rosso a Mancuso che già ammonito stende Sampirisi che va verso l’area di rigore, ma queste sono quisquiglie che c’entra che è il contrario del provvedimento preso per Rohden a Verona?

 (foto Giuseppe Pipita)

Dall’inizio della stagione ad oggi i messaggi arrivati al Crotone sono forti, chiari e senza possibilità di fraintendimento. Chi non si adegua al sistema subisce. La domanda però è comunque un’altra: come fate a mandarli in giro? Come fate a non vedere? Chi non vuole vedere? Vrenna annuncia il ritiro della squadra dal campo al prossimo torto subito, e che altro resta da fare? Povero Mimì Morganti che si trova a dover gestire questi arbitri e assistenti.

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