Crotone,

Giù le mani dal Crotone, ora basta

Massimo Oddo e sotto la scritta "Rispetto"

foto: Giuseppe Pipita

Giù le mani dal Crotone. Ora basta. La squadra del presidente Gianni Vrenna è stata penalizzata almeno quattro volte in undici partite fino a questo momento. Cosa vogliono far pagare al Crotone? A chi dà fastidio il Crotone quando reclama i suoi sacrosanti diritti? Mai visto una squadra appena retrocessa dalla Serie A trattata come la peggiore matricola. Eppure è quello che sta accadendo. Una vera e propria mancanza di rispetto che va al di là delle valutazioni e degli aspetti tecnici di una partita e di un arbitraggio. Sembra di essere tornati indietro negli anni Settanta, ma indietro non si torna ed è meglio che non provochino oltre misura il pubblico crotonese che negli anni è diventato pacato. Un tempo non fu così.

E a scanso di equivoci chiariamo subito: partite come queste il Crotone le deve vincere 4-0.

Con l’arbitro Marinelli di Tivoli di Crotone-Brescia pensavamo di averne viste già abbastanza, ma non avevamo fatto i conti con Ghersini di Genova che a Palermo ignora un fallaccio su Nalini costato 16 punti di sutura e due mesi di stop; non avevamo fatto i conti con Fourneau di Roma che a Lecce sorvola su un clamoroso fallo da rigore su Budimir e poi lascia proseguire dopo che il pallone di Simy sembra aver varcato la linea. E ora siamo qui a commentare l’ennesimo scempio arbitrale portato a termine da Prontera della sezione di Bologna, ma salentino di nascita.

Te ne accorgi subito quando c’è qualcosa che non va. Lo capisci sin dal pomeriggio presto, quando incroci sguardi sconosciuti di gente mai vista prima allo Scida. Gente che ha un ruolo importante e che chiede, chiede, chiede.

Poi lo vedi in campo con un “arbitricchio” alla sua seconda apparizione in Serie B. Il buongiorno lo vedi subito: Prontera fischia un fallo su Rohden con due giorni di ritardo e lo svedese è costretto ad uscire dal campo tonto è il dolore (poi rientrerà).

Poi inverte decisioni. Il pubblico ha capito l’antifona e lo subissa prima di fischi, poi di applausi ironici quando concede una punizione su quattro al Crotone.

Ma è l’atteggiamento di questi signori che si vede subito e che ti fa capire immediatamente come sarà la partita.

Chi ha giocato al calcio o chi lo conosce a fondo sa che è così. Prontera non butta fuori Mbaye che, già ammonito, lo affronta facendolo quasi cadere. Ma il veleno sta tutto nella coda. Non fischia una evidentissima spinta ai danni di Simy, vista da tutti, anche da quelli del Carpi che quasi si fermano, e pochi secondi dopo concede punizione agli emiliani. Ecco, qui è difficile vedere sia la buona fede che l’incompetenza, non è possibile, c’è di più.

Risultato, parapiglia finale con due espulsioni che solo lui ha visto, sia quella di Cordaz che quella di Mokulu, ma fatto gravissimo per un arbitro: fischia la fine con 50’’ da giocare più il tempo da recuperare per le due espulsioni, praticamente quasi un minuto e mezzo. Assurdo. Ma assurdo non è che arbitri come Prontera e i suoi collaboratori possano calcare campi di Serie B, assurdo è chi ce li manda (vero Mimì Morganti?). Assurdo è quello che oggi alcuni figuri hanno combinato allo Scida. Assurdo è che si vogliano mandare segnali ad una società che è già stata penalizzata per tutta l’estate e che vuol far valere solo i propri diritti. Assurdo è che poi questi signori, una volta svestita la casacca dicano pure: “A Crotone abbiamo commesso degli errori” (Tagliavento da Terni in Crotone-Cagliari). Assurda è la sindrome del Marchese del Grillo: “Perché io so io e voi non siete un cazzo”. Quel “Rispetto” stampato sulle maglie e mostrato in ogni dove che la Figc e la Lega pretendono, lo pretende anche il Crotone. Rispetto per una città, per una società, per una tifoseria alle quali il calcio italiano deve solo dire “Grazie!”. Rispetto per il Crotone e per Crotone, a cominciare dalla prossima partita.

 

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