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Crotone-Juventus: Simy è l’uomo simbolo di un altro sogno possibile

Dalla Serie B portoghese ad un gol memorabile. Dai cori “Ari Ari” (riferiti al famoso Arisoteles di Oronzo Canà) di inizio dello scorso anno, all’ovazione quando lo speaker dello stadio “Ezio Scida” ha scandito il suo nome. La storia di Simeon Tochukwu Nwankwo è di quelle che fanno sognare. Fanno sognare soprattutto i ragazzini nati nei villaggi della Nigeria, e magari anche se non diventano Kanu oppure Amuneke, ma anche tutti quelli che non immaginano mai di avere una chances. Il Crotone lo scova nel Gil Vicente dove segna 29 gol in 88 presenze. Lo porta in Italia, sullo rive dello Jonio, sembra una stagione maledetta quella dello scorso anno con Nicola, ma diventa una favola anche grazie a tre gol di Simy che da Ari’ Ari’ passa ad essere davvero l’idolo della curva del Crotone. Quest’anno il nigeriano sembrava destinato ad andare via, ma a gennaio chiede a Zenga di restare, sente che può essere la sua occasione. La società e il mister lo accontentano. Ieri sera l’apoteosi, la serata che ricorderà per sempre. Quando la palla rimbalza nell’area della Juventus, lui, il gigante dinoccolante, molto meglio con i piedi che con la testa a dispetto della sua altezza, si inventa una rovesciata più bella, più clamorosa di quella di Cristiano Ronaldo.

“Sono contento per questo momento che è frutto del grande lavoro che la squadra sta facendo” sempre generoso anche nelle dichiarazioni il nigeriano.

Raccontaci il gol: “Istinto puro; dentro l’area ci devi provare, ho visto arrivare la palla ed ho provato: è andata bene”. Finisce con la curva che intona “Simy come Ronaldo”.

Il Crotone è vivo, Simy è il suo attuale simbolo, ma questa squadra può e deve credere in un altro sogno, un altro possibile modo di regalare al calcio italiano l’ennesima favola, quella del piccolo-grande Crotone, dei suoi uomini e dei suoi condottieri, tenendo sempre la barra dritta: perché se lo puoi immaginare lo puoi anche realizzare.

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