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Calcio, tifosi del Crotone alzano la voce: “Qualcuno vuole salvare il Chievo?”

“Qualcuno vuole salvare il Chievo?”. I tifosi del Crotone non si fidano e vogliono tenere gli occhi aperti su una vicenda che potrebbe riportare i rossoblù in Serie A dalla porta principale. Lo hanno fatto nei giorni scorsi con una serie di comunicati, ma ora, dopo le ulteriori indiscrezioni pubblicate ieri da AdnKronos, vogliono che l’attenzione sulla vicenda sia massima, affinché tutto avvenga secondo quanto stabilito dal codice di giustizia sportiva. Ma c’è di più. Stando alle carte, le plusvalenze del Chievo avrebbero consentito i cosiddetti “magheggi” dei bilanci e dato alla società veneta la possibilità di acquistare calciatori di livello che altre società non si sono potute permettere. Una sorta di slealtà sportiva che avrebbe condizionato il campionato scorso, penalizzando chi, con i bilanci in regola e dopo aver agito secondo le norme, si è trovato a dover concorrere contro bilanci, invece, che stando alla Procura federale sono stati talmente alterati da produrre plusvalenze che superano e di molto i sessanta milioni di euro. Questo avrebbe anche garantito al Chievo di superare i vincoli della Covisoc e poter ricevere la “benedizione” per l’iscrizione a ben tre campionati, compreso quello scorso 2017-2018. La Procura Federale ci va giù dura e scrive: “Si aggiunga che soltanto 7 dei 30 calciatori sopra indicati hanno stipulato un contratto economico vedendosi riconosciuta una retribuzione a fronte del vincolo assunto con la società acquirente. Di tali 6 (fortunati) calciatori, 4 hanno sottoscritto un contratto al minimo federale. Non può sfuggire a chiunque conosca le dinamiche del mercato dei diritti alle prestazioni dei calciatori l’anomalia rappresentata dal riconoscimento di ingaggi complessivamente pari a € 794.916 a fronte di corrispettivi determinati in € 70.830.000 (praticamente poco più dell’1%). Si aggiunga, ancora, una ulteriore anomalia: affari (trasferimenti) conclusi per € 70.830.000 non hanno visto il coinvolgimento di nemmeno un Procuratore sportivo!

Allora quali sono i timori dei tifosi del Crotone?

I timori sono soprattutto legati ad una possibilità di voler ancora una volta, mettere un coperchio su tutto e penalizzare il Chievo per la prossima stagione di Serie A e non per quella scorsa, nella quale, stando sempre alle carte della Procura avrebbe continuato a commettere le irregolarità. Una sentenza che avrebbe non solo dell’assurdo, ma addirittura rappresenterebbe una aberrazione giuridica che minerebbe alle fondamenta la credibilità della Giustizia sportiva e quella dell’intero movimento calcistico italiano. Italiano, appunto perché, invece, in Europa, la Uefa sta dimostrando di non voler più tollerare alcun comportamento del genere. Ma sul Chievo la storia non sembra finita qui, perché di fatto, stando ai bilanci (pubblici) della società, si rischia di avere un nuovo caso Parma in pieno svolgimento del campionato. I numeri sono impietosi e il rischio fallimento è altissimo. Quanto sarà politica la sentenza sul Chievo? Chi ha interesse a voler mettere un tappo su una vicenda che ormai è alla luce del sole e che le inchieste di Pippo Russo per Calciomercato.com e Moreno Morello per Striscia la Notizia hanno scoperchiato? Il presidente Campedelli minaccia azioni legali perché è stato infangato “il buon nome del Chievo”, ma dall’altra parte rispondono: “Che ci portasse pure in Tribunale, non aspettiamo altro, così le risate questa volta ce le faremmo noi”.

Ecco cosa ha scritto ieri AdnKronos.

“Il 17 luglio il Tribunale federale nazionale della Federcalcio dovrà occuparsi del caso plusvalenze di Cesena e Chievo, deferite dal Procuratore federale. Il Tribunale la mattina del 17 si occuperà del caso Parma e nel pomeriggio a porte chiuse di Chievo e Cesena.

Secondo l’ipotesi della Procura Federale il Chievo Verona ed il Cesena si sarebbero scambiati ben 30 calciatori con plusvalenze per milioni di euro. Per i giocatori Haddou, Tomassini, Gkaras, Magrini, Concato, Mazzavillani, Mahmuti, Bartoletti, Foletto, Andreoli, Eziefula, Sarini, Tosi, Rodriguez de Miguel, Zambelli, Grieco, Placidi, Garritano, Borgogna, Rigione, Zoppi, Asllani, Cantarelli, Drudi, Parol, Mansi, Galassi, Di Cecco, Fonte, Romano, si sarebbe indicato “un corrispettivo superiore al reale, allo scopo di commettere le condotte disciplinarmente rilevanti, violazione dell’obbligo di osservanza delle norme federali nonché dei doveri di lealtà, correttezza e probità”. Quanto sia delicata la situazione è negli atti del procuratore Pecoraro e del Procuratore Federale Aggiunto, che dopo aver espletato l’attività istruttoria in sede disciplinare ed esaminati gli atti del procedimento, “hanno deferito dinnanzi al Tribunale Federale Nazionale-Sezione Disciplinare i dirigenti dei due club che dovranno rispondere anche dell’art. 8 (commi 1, 2 e 4) del Codice di Giustizia Sportiva”, illecito amministrativo, il più grave per il codice di giustizia sportiva, mentre le due società sono state deferite “a titolo di responsabilità diretta ed oggettiva“.

Inoltre i dirigenti dei club sono stati deferiti anche “in relazione all’art. 19 dello statuto federale, per aver contabilizzato nei Bilanci al 30 giugno 2014, 30 giugno 2015, 30 giugno 2016, 30 giugno 2017 e nelle situazioni semestrali al 31 dicembre 2014, 31 dicembre 2015, 31 dicembre 2016 e 31 dicembre 2017 della società AC Chievo Verona Srl plusvalenze fittizie per complessivi euro 25.380.000 e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo consentito dalle norme che regolano i Bilanci delle società di capitali per complessivi euro 23.850.000, condotte finalizzate a far apparire un Patrimonio Netto superiore a quello realmente esistente alla fine di ciascun esercizio e di ciascun semestre, così da ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato di Serie A delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale“. Il tribunale potrebbe emettere una prima sentenza intorno al 24 luglio e in caso di ricorso di una delle parti il secondo grado di giudizio potrebbe arrivare i primi di agosto”.

Istituto S.Anna