Crotone,

Calcio, quanti guai per la “favola” Chievo

Il Chievo 2015 a Crotone

foto: CrotoneNews

Per anni ci hanno propinato la storia del Chievo calcio come la favola italiana, e forse per un periodo lo è anche stata. Quello che, però, non ci hanno raccontato è quanti guai il Chievo abbia dovuto affrontare in materia di giustizia sportiva. Come per esempio il patteggiamento del 2008, in riferimento ad alcuni illeciti amministrativi commessi nel campionato 2004-2005. Il tutto si risolse con 40 mila euro di multa del presidente Luca Campedelli, 15mila euro dell’allora ds Giovanni Sartori e di 50mila euro della società Ac Chievo Verona.

Poi c’è la vicenda che di seguito descriviamo attraverso un articolo di Repubblica.

Calcioscommesse: Chievo patteggia, ammenda 80mila euro

Il pagamento di un’ammenda di 80 mila euro. Questa la sanzione inflitta al Chievo dal collegio giudicante della Commissione Disciplinare nell’ambito del processo sul calcioscomesse scaturito dall’indagine avviata dalla Procura di Cremona sull’inchiesta ‘Last Bet’. La società di Luca Campedelli, dopo aver patteggiato col procuratore federale Stefano Palazzi, ha chiuso il procedimento a suo carico e pagherà la sola ammenda legata alla responsabilità oggettiva per scommesse da parte del suo tesserato Stefano Bettarini”.

Poi un articolo di Veronasera del 25 aprile 2018

“Calcioscommesse. Rinviato a giudizio anche il capitano del Chievo Pellissier
L’accusa è associazione a delinquere pluriaggravata finalizzata alla frode sportiva e coinvolge 31 imputati, tra cui il giocatore gialloblu insieme ad altri calciatori come Signori, Doni e Mauri. Giuseppe Signori, Cristiano Doni, Stefano Mauri, ma anche Sergio Pellissier. C’è anche il capitano del Chievo Verona tra i 31 imputati rinviati a giudizio dal tribunale di Bologna nell’ambito del processo sul calcioscommesse. L’accusa è associazione a delinquere pluriaggravata finalizzata alla frode sportiva.

Il giudice, come scritto da Ansa, ha accolto quasi tutte le richieste del pubblico ministero. Gli imputati erano 32, e quindi uno solo non è stato rinviato a giudizio, il commercialista veronese Enrico Sganzerla. La prima udienza del processo è fissata per il 19 giugno”.

E ancora nel 2011 come è scritto nel documento della Figc “Con atto dell’11 febbraio 2011 il Procuratore Federale ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale:

  • il sig. Luca CAMPEDELLI, all’epoca dei fatti, Presidente dell’A.S. Chievo Verona S.r.l.; per rispondere della violazione di cui agli artt. 1, comma 1, (principi di lealtà, correttezza e probità) e 10, comma 1, (Doveri e diritti in materia di tesseramenti, trasferimenti e cessioni) C.G.S., anche in relazione all’art. 13, comma 1, del Regolamento Agenti (doveri dei calciatori) vigente all’epoca dei fatti, confermato dall’art. 21, comma 1, del Nuovo Regolamento Agenti, per essersi avvalso dell’opera dell’agente di calciatori D’Amico Andrea durante il periodo di sospensione della Licenza di quest’ultimo, in occasione della stipula del contratto di trasferimento del calciatore Italiano Vincenzo dal Chievo Verona al Calcio Padova del 20/07/2009;
  • la società A.C. CHIEVO VERONA S.r.l.; per responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio Presidente e Direttore Sportivo, ed oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate ai propri tesserati Marco Malagò e Vincenzo Italiano;

“La Commissione Disciplinare Nazionale, ritenuto che, prima dell’inizio del dibattimento, i deferiti Vincenzo Italiano, Luca Campedelli, Chievo Verona hanno proposto istanza di applicazione di sanzione ai sensi di quanto previsto dall’ art. 23, CGS, pena base per il sig. Vincenzo Italiano squalifica per mesi 3 (tre), diminuita ai sensi dell’art. 23 CGS alla squalifica per mesi 2 (due), ulteriormente diminuita ai sensi dell’art. 24 CGS alla squalifica per mesi 1 e giorni 10 (uno e dieci), commutate in ammenda di € 40.000,00 (quarantamila/00); pena base per il sig. Luca Campedelli e la Soc.Chievo Verona inibizione per mesi 3 (tre) il Presidente e ammenda di € 30.000,00 (trentamila/00) la Società, diminuite ai sensi dell’art. 23 CGS alla inibizione per mesi 2 (due) il Presidente e ammenda di € 20.000,00 (ventimila/00) la Società ulteriormente diminuita ai sensi dell’art. 24 CGS alla ammenda di € 50.000,00 (cinquantamila/00) il Presidente e ammenda di € 15.000,00 (quindicimila/00) la Società”.

Queste alcune delle vicende che hanno coinvolto in qualche modo la società del presidente Luca Campedelli, che ora è sul banco degli imputati per aver realizzato plusvalenze fittizie per oltre 68 milioni di euro e così facendo avrebbe falsificato e alterato i bilanci delle stagioni sportive 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, ottenendo in modo illecito la licenza della Covisoc all’iscrizione dei campionati. Per questo il Procuratore federale martedì ha chiesto la penalizzazione di 15 punti da scontare nella stagione appena conclusa e quindi la retrocessione in Serie B. Un malcostume, quello dei bilanci alterati con operazioni fittizie, sul quale per prima la Uefa ormai ha deciso di mettere un punto fermo e di conseguenza la Figc dovrebbe adeguarsi. Del resto non è un mistero che molte delle società che in passato hanno esagerato con le plusvalenze fittizie poi sono finite per dichiarare fallimento, ultima in ordine cronologico il Cesena che è sotto processo insieme al Chievo proprio per lo scambio fittizio di calciatori il cui valore sarebbe stato alterato per creare plusvalenze fittizie da mettere a bilancio. Anzi, il fallimento del Cesena aggrava la situazione del Chievo che ora quei crediti vantati sulla società romagnola non potrà più contabilizzarli nonostante secondo la Procura non siano nemmeno reali. Tra oggi e domani potrebbe arrivare la sentenza di primo grado.

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