Crotone,
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“Sono le 22:22 del 29 aprile” il Crotone in A: l’esclusivo racconto di Antonio Nucera (Sky Sport)

Antonio Nucera (Sky Sport) in esclusiva per CrotoneNews

Il 29 aprile 2016 è una giornata di festa annunciata per i tifosi del Crotone. Una settimana prima, la vittoria allo Scida contro il Como non è bastata per raggiungere quella serie A attesa da oltre 90 anni. Tutto rinviato al turno successivo. E il calendario dice Modena, trasferta al Braglia, contro una squadra in lotta per non retrocedere. Si gioca di venerdì sera, al Crotone basta un punto, i tifosi rossoblù sanno benissimo che stavolta si fa la storia e si presentano a migliaia in Emilia.

Con Claudio Onofri, compagno di telecronaca quella sera, arriviamo in albergo all’ora di pranzo. L’hotel è a Baggiovara, appena fuori città, di fronte al grande ospedale, ed è lo stesso scelto dal Crotone di Ivan Juric per l’avvicinamento alla partita. Fuori, nel parcheggio, già decine di tifosi rossoblù, con il servizio di vigilanza dell’hotel che prova invano a tenere tutti a distanza dall’ingresso. Sciarpe e bandiere rossoblù spuntano ovunque, il dialetto crotonese impazza dappertutto.

È l’ora di pranzo ma già si intuisce come andrà a finire più tardi, all’ora di cena. Nella hall c’è Palladino, cuore genoano come Onofri, che ci vede e si ferma. “Stasera abbiamo un appuntamento con la storia, è per questa gente qui fuori che non possiamo sbagliare e non sbaglieremo”. Cordaz si affaccia all’ingresso, risponde ai cori e stringe mani per ringraziare chi si è fatto più di mille chilometri per esserci. Juric al solito osserva tutto. È seduto accanto a Peppe Ursino, su un divanetto. Entrambi muti ma il mezzo sorriso che ci rivolgono è la conferma che stavolta sarà quella buona. Li lasciamo lì, seduti di fronte agli ascensori e al salone ristorante, proprio quel salone che più tardi, nella notte, si trasformerà nel sambodromo di Rio a Carnevale.

Sono le 17:00, si va allo stadio. Mancano più di tre ore, la curva ospiti è ancora chiusa ma è già virtualmente piena tanta è la gente in attesa fuori, sulla strada.

La storia della partita è nota. Luppi per il Modena, poi il rigore di Palladino a fine primo tempo per l’1-1. Il fischio finale di Pinzani fissa alle 22:22 l’orologio della storia rossoblù. Un orario che nessuno a Crotone ha mai dimenticato.

I ragazzi di Ivan Juric scavalcano e vanno ad abbracciare in curva tutti i crotonesi. Sky rilancia le immagini delle strade di Crotone invase da un popolo in festa. In diretta da piazzale Ultras c’è Bruno Palermo che nella bolgia di migliaia di mani rossoblù racconta all’Italia sportiva come anche lo Scida sia entrato ora a far parte del “grand tour” del nostro calcio.

È mezzanotte, torniamo in hotel. La squadra è appena rientrata, accompagnata da centinaia di tifosi. Il salone ristorante si è già trasformato nella Curva Giorgio Manzulli. Cordaz in piedi sulla sedia lancia i cori, Palladino rotea i tovaglioli e con Claiton dos Santos e Ciccio Modesto trascina le truppe. I tifosi rossoblù invadono ogni angolo della hall, inutile anche solo tentare di contenerli.

Sono le due di notte quando sul divanetto tra gli ascensori e il ristorante Ivan Juric va ad abbracciare Peppe Ursino. Piangono, due dei grandi artefici della prima Serie A del Crotone. “È giusto così” mi dice Onofri, “stavolta hanno davvero vinto i migliori”. Ha ragione.