Crotone,
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Onmic: “Nella provincia di Crotone il diritto alla salute è fortemente precario”

Riceviamo e pubblichiamo

In questa provincia il dato inconfutabile e drammatico è che, da due anni almeno, il diritto alla salute è fortemente precario, nonostante l’abnegazione della maggior parte dei dipendenti.

Considerata la cecità delle forze politiche, della conferenza dei sindaci, dei Dirigenti e dei Commissari, l’unica speranza la riversiamo sul Presidente della Regione, nonché Commissario del piano di rientro, On.le Roberto Occhiuto e sulla Procura di Catanzaro, Dr. Nicola Gratteri.

L’attuale commissario dell’Asp di Crotone, Dott. Domenico Sperlì, afferma che non ci sono “Imboscati” nell’organico aziendale: ha fatto una verifica e non è come invece affermano il Corriere della Sera dell’ottobre 2022 e il servizio delle Iene sul tema “Gli Imboscati della sanità calabrese” (per imboscati s’intendeva indicare i medici che fanno quello che vogliono, protetti da forze politiche, sindacati e amministrazioni compiacenti).
Invece a noi risulta che nella nostra ASP il personale sanitario e tecnico assegnato ad attività diverse dal profilo di appartenenza è numerosissimo!
Ci sono sia personale sanitario che personale tecnico utilizzato come amministrativi, personale in formazione che ricopre posti vacanti, personale che è impegnato in mansioni superiori e incarichi e funzioni che, a nostro avviso, vogliono essere la dimostrazione delle prebende e delle clientele, funzionali, le stesse, a mantenere, tramite il ricatto, il potere assoluto: vedi il caso degli “Intoccabili” che, malgrado siano stati oggetto di numerose segnalazioni per violazione delle norme che regolano il comportamento del Dipendente Pubblico (a tal proposito si segnala la mancanza nei locali dell’ASP di modulistica e urne per inoltrare un reclamo), o di denunce e querele per violazione degli obblighi professionali, per violazione della Legge e per violazione dei Contratti di Lavoro, comportamenti che dovrebbero essere impediti, pena la corresponsabilità, dai vari Coordinatori, Responsabili, Direttori, etc. etc., e tra questi gli stessi Vertici dell’ASP “Magna Græcia”, avendo essi l’obbligo di vigilare, vengono tutelati e protetti anziché essere ammoniti (vedi Assistenza Domiciliare Integrata, 118, e tanti altri). Nemmeno una richiesta di condanna è idonea a rimuoverli dal loro incarico di comando (vedi il caso del Direttore del D. S. U. A., del Direttore del Dipartimento di Prevenzione, etc. etc.), né tantomeno la notizia, pubblicata sui giornali, dell’avvio di indagini con “documenti prova” di illeciti, che presumono sia stata violata la base fiduciaria a sostegno delle loro nomine, li induce alle dimissioni (vedi il Coordinatore dell’A. D. I.).
Praticamente, funziona al contrario, più dimostri inefficienza ubbidiente, più fai carriera.
Appare ovvio, sempre a parere di questa Associazione ONMIC, che alcuni personaggi appartenenti ad organizzazioni sociali, politiche, sindacali e di altra natura hanno dato vita ad un’associazione, che i dipendenti conoscono bene e alla quale gli arrivisti si rivolgono per fare carriera!
Dott. Sperlì, quale verifica continua a permettere e a condividere con i Dirigenti, i Coordinatori e i responsabili delle Funzioni, la “Culpa in vigilando”, le illegalità, le protezioni e le promozioni, dopo il “giuramento” di fedeltà e servilismo all’associazione di cui sopra?
Ma di quale verifica parla il Dott. Sperlì, se all’insediamento, come primo atto, ha avviato la procedura di licenziamento di un infermiere basandosi su documenti (Omologa e C. T. U. della domanda di invalidità al 100% di cui solo l’Ufficio Protesico aveva copia per l’autorizzazione alla concessione di ausili e protesi) ottenuti in violazione della legge sulla Privacy (dalla trasmissione ufficiale della Sig.ra Russo Rita, segretaria dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari, e condivisi con altri dal Sig. Masciari Francesco. Legge sulla Privacy che, in questi giorni, ancora una volta è stata violata trasmettendo ufficialmente dalla sig.ra Mannarino Esterina su disposizione e lettera firmata dal Dr. Giuseppe Fico copia del verbale della CMV di II grado di Catanzaro del MEF a chi non aveva il diritto di conoscere le sue condizioni di salute), richiamando a sostegno del licenziamento una legge che, al contrario e ovviamente, tutelava il lavoratore non gradito “all’associazione” della quale denunciava alcune illegalità, senza che venisse preso alcun provvedimento nei confronti di chi le commetteva e senza entrare nel merito.
C’è voluta la determinazione del lavoratore, sostenuto dal sindacato “sano”, perché il disegno punitivo verso il lavoratore venisse il più possibile ridimensionato, e che oggi è volutamente isolato, a rischio di infortunio e nell’impossibilità di svolgere il lavoro che gli era stato assegnato, dopo aver preso atto del verbale della CMV di II grado di Catanzaro del MEF già un anno fa!
Ma non è l’unico esempio, l’ASP “Magna Græcia” ha il primato, a nostro avviso, del cattivo utilizzo della più grande ricchezza economica che ha: il capitale umano di buona volontà.
Per fare pochi, significativi, esempi, nel Poliambulatorio di via Nazioni Unite 6, alcuni C. P. S. infermieri vengono utilizzati come telefonisti, altri, fino a tre unità contemporaneamente, sono assegnati in un unico ambulatorio specialistico, altri sanitari e tecnici vengono utilizzati in funzioni amministrative proprio nella unità Operativa delle Risorse Umane, cioè in quegli uffici che, al contrario, dovrebbero vigilare sul corretto utilizzo del personale in servizio, e che, fra l’altro,  sono allocati nell’ufficio accanto a quello del Commissario Sperlì, proprio a fianco, e questo in sfregio al DCA n. 128 del 15 dicembre 2015 che decretava di procedere al recepimento dell’Accordo sull’utilizzo appropriato di tutto il personale sottoscritto in data 13 novembre 2015 dal Commissario ad acta Dr. Massimo Scura e le OO. SS. e precisava il tempo di un controllo da eseguire ogni 6 mesi.
Oltre ai cosiddetti “Imboscati Sanitari” anche i medici, troppi, svolgono funzioni amministrative quando, tanti di essi, da specialisti, potrebbero essere molto più utili nelle attività specifiche per cui hanno studiato, consentendo la diminuzione delle liste d’attesa e un po’ di respiro ai loro colleghi che fanno i salti mortali per garantire una risposta medica, soprattutto in ambito ospedaliero, invece di aumentare il numero dei cosiddetti “Imboscati”.

On.le Occhiuto questa lettera aperta si rivolge a Lei affinché revochi, in tempi brevissimi, l’incarico dato al Dott. Domenico Sperlì, togliendolo dalla sgradevole condizione di “Imboscato”, anche perché, adesso, è rimasto senza “SPERANZA”, recuperandolo nella sua veste di medico.

Confidiamo allo stesso modo nella Magistratura civile, penale e contabile, perché c’è tanto che dovrà venire a galla ed estirpato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone.

IL COORDINATORE ONMIC
PROVINCIA DI CROTONE