Crotone,

Dieci mesi per una cartella clinica: chiesta l’archiviazione per Carcea, ma la vicenda continua

Ospedale di Crotone

L'ospedale di Crotone

Riceviamo e pubblichiamo

«Non solo persiste, ma apre più falde, la vicenda che ha interessato nei mesi scorsi l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, relativa ad una cartella clinica di un
paziente. Cartella clinica che per circa dieci mesi non è stata disponibile. Si è resa necessaria una denuncia e l’intervento delle Forze dell’Ordine per ottenerla e, secondo quanto riferito, non senza resistenza da parte del responsabile sanitario dello stesso ospedale (Lucio Cosentino). Il direttore sanitario dell’ospedale, Angelo Carcea, è stato indagato per rifiuto di atti di ufficio e omissione, ma il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, ha richiesto l’archiviazione. Non abbiamo proposto opposizione contro la richiesta di archiviazione.

Le decisioni delle autorità giudiziarie non si commentano, ma possono solo contestarsi attraverso gli strumenti procedurali che consentono di opporvisi: noi abbiamo deciso di non farlo. Un avvocato deve agire, sempre, nell’interesse del proprio assistito e, personalmente, ritengo, a tacer di altre valutazioni, che si sia già perso troppo tempo e che, adesso, sia arrivato il momento di prenderlo e recuperarlo, quel tempo. Non abbiamo esitazioni sul fatto che si arriverà alla verità dei fatti realmente accaduti relativi alla vicenda principale, nella sede opportuna, e siamo certi che gli effetti del recupero tardivo della cartella clinica saranno neutralizzati pienamente, nella medesima sede, e senza dimenticare che quel ritardo costituirà un peso da distribuire ad personam e, allo stesso modo, dovranno essere individuate ed enucleate le responsabilità dei soggetti sui cui gravava l’onere della corretta localizzazione e della precisa conservazione dei documenti clinici.  Questo caso, come tantissimi altri quotidianamente alla ribalta delle cronache, evidenzia il delicato tema dell’accesso ai documenti amministrativi, rivisto anche sotto la lente della nuova disciplina normativa prevista dalla legge Gelli-Bianco per il settore medico sanitario».

Avvocato Cristiana Panebianco

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