Crotone,
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Per salvare Crotone serve un governo di “unità cittadina” senza pupi e pupari, altrimenti sarà troppo tardi

foto: CrotoneNews

No, non ci sono più alternative. C’è un’unica possibilità per uscire da questa situazione tutta crotonese. L’unica soluzione è un governo di “unità cittadina”, una volta si chiamavano così i Governi che servivano ed erano ritenuti necessari “in momenti della storia, come di fronte ad un’importante crisi economica”.

Ecco, al momento, l’unico modo per uscire fuori da questo vuoto cosmico politico che attraversa Crotone potrebbe essere quello di creare un governo di “unità cittadina”.

Una giunta comunale ed un sindaco liberi da tutto e da tutti, che programmino e governino questo territorio nell’interesse dei cittadini per la rinascita di tutti.

Basta banderuole politiche, basta nullità al servizio dei rais, basta grumi di interessi. Basta anche guardare al proprio orticello e votare chi “mi sistema mio figlio”, “mio nipote”, “mia moglie” o “mio marito” o un congiunto qualsiasi. Basta. Questa filosofia ci ha portati esattamente nelle condizioni attuali.

E basta pensare a candidarsi o alla politica per sistemare i propri debiti o le proprie tasche. Non è mai servito e men che meno adesso.

Ci vuole un gruppo di gente onesta, perbene, libera e preparata. Servono conoscenze e competenze, no improvvisati sindaci e assessori perché lo vuole il signor tizio oppure perché lo vuole il gruppo di potere di Caio.

Basta, non se ne può più. Ma un briciolo di coscienza ce l’abbiamo?

Un minimo di pensiero critico per capire che ci vogliono persone giuste al posto giusto e con la dovuta preparazione.

Questo periodo storico del Covid-19 cosa ha dimostrato? Che ci vuole un medico bravo per salvare le vite degli altri. Che ci voglio infermieri appassionati del loro lavoro per lenire i dolori degli ammalati e non raccomandati che mandano la classica “farfalla” da impavidi.

Questo periodo ha detto che non ci possiamo più permettere cretini, inadatti e impreparati solo perché li vuole la politica. E questo vale anche per i rappresentati delle istituzioni a tutti i livelli, anche nelle associazioni di categoria. Bisogna essere credibili per restituire fiducia ai cittadini.

È ora di riprendersi in mano la propria vita e di regalare alle prossime generazioni di crotonesi una città nella quale sentirsi orgogliosi di esserci, di viverci. Senza tutto quello detto in precedenza questo non accadrà.

Crotone conta poco più di 60 mila abitanti, con la dovuta classe dirigente potrebbe essere un gioiello, un fiore all’occhiello della Calabria e del Sud.

Invece sembriamo iene pronte a sbranarsi l’un con l’altro. Avvoltoi pronti a spolpare l’osso dell’ultima carogna lasciato dal rais dopo che si è riempito la pancia sua e quella della famiglia.

Ci vuole passione e amore per fare le cose perbene e nell’interesse di tutti.

Invece, spazzatura per strada; differenziata che è una chimera; soldi pubblici spolpati come una coscia di pollo fino ad arrivare al midollo; senza acqua ogni due, tre mesi senza che si possa provvedere ad una alternativa; soldi che finiscono sempre nelle stesse tasche. Fiction ovunque. Chi fa finta di essere mecenate, chi fa finta di essere grande imprenditore, chi fa finta di essere la panacea di tutti i mali. Ma su 60 mila abitanti le storie di ognuno di noi e delle nostre famiglie le conoscono tutti. E allora basta anche finzioni, fiction, mentre la città muore e i soliti pochi ingrassano fino a scoppiare.

Un governo di “unità cittadina” che possa avere una maggioranza larga, tale da non dover sottostare a nessun ricatto politico o di altra natura. Nessun consigliere comunale improvvisato e che pensa di essere ad Amici o al Grande Fratello anziché in una aula di governo di una città gloriosa.

Basta incompetenti, basta burattini, basta pupi e pupari: è l’ultima possibilità di risalire la china. Se falliremo anche in questa tornata non ci sarà più speranza. Con le casse comunali praticamente devastate e in pre-dissesto.

Per costruirla una città così, bisogna prima averla in testa e progettarla. Bisogna pensare a risollevare l’economia per tutti, non solo e sempre per i soliti noti che si chiudono nei festini delle ville, comprate Dio solo sa come, a studiare la notte come fottere il poveraccio di giorno. Bisogna fare in modo non solo che i giovani crotonesi restino a studiare qui, ma che ne arrivino altri, da tutta Italia (l’avrò detto mille volte: quattro corsi di laurea o specializzazioni universitarie uniche).

Ci vuole gente onesta che dica no: ai voti della ‘ndrangheta; ai voti di chi poi ti presenterà una cambiale. Ripartire dalla costruzione di scuole degne di questo nome, da investimenti nelle infrastrutture e nel turismo. Ci sono mille esempi da prendere e che possono essere seguiti.

Dopo la chiusura delle fabbriche nessuna classe dirigente ha immaginato e sognato il futuro di Crotone. La dimostrazione più lampante dell’assenza della politica. Quella vera, non quella in cui salta da una poltrona all’altra.

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