Crotone,

Mihajlovic, l’amico del massacratore Arkan che non conosce Anna Frank

“Torino, incredibile Mihajlovic: «Anna Frank? Non so chi è»L’allenatore ha risposto così a chi, in conferenza stampa, gli ha chiesto un commento sui gravi fatti accaduti all’Olimpico di Roma: «Sono ignorante in materia». No, non si può non sapere chi è Anna Frank. E a maggior ragione, viene da dire, non si può non saperlo oggi. Eppure così ha risposto l’allenatore del Torino, Mihajlovic, ex giocatore bandiera della Lazio, quando un giornalista, durante la conferenza stampa di presentazione della partita di domani contro la Fiorentina, gli ha chiesto un commento sui gravi fatti accaduti all’Olimpico di Roma. «Non so chi è», la prima risposta del tecnico del Torino. E poi: «Non ho letto i giornali, non posso parlare di questa cosa, mi scuso, ma sono ignorante in materia». Incredibile, ma vero”.

Pochi minuti fa sul sito di Tuttosport è uscito questo articolo con tanto di link al video della conferenza stampa di Mihajlovic, si proprio lui, quello che ha detto, a proposito di alcuni insulti razzisti contro di lui: “Non hanno il coraggio di dirmelo in faccia”. Ecco appunto, caro Mihajlovic, il coraggio. Quello che nemmeno lei ha avuto nel prendere posizione in una vicenda che coinvolge i suoi ex tifosi. Forse sarebbe stato più dignitoso e coraggioso dire che lei la pensa come quelli che hanno attaccato le figurine di Anna Frank, ma così dimostra di non aver coraggio di dire la verità. Del resto da lei nessuno si aspetta trattati universitari sulla storia europea, figuriamoci su quella recente. Quella per esempio che comprende i massacri nell’ex Jugoslavia del suo amico Arkan, talmente amico non solo da non averlo mai rinnegato, ma di esserne “orgoglioso”. Perché lei, che fa finta di non conoscere Anna Frank, invece conosceva benissimo Arkan e Milosevic.

“Viene da sorridere amaramente all’auspicio che lo sport si astenga dalla politica, per chi sappia che le scintille prime del bagno di sangue nella ex-Jugoslavia vennero dagli stadi di calcio. Arkan era stato il capo degli ultras della Stella Rossa, quando era ancora un feroce delinquente comune, e prima di diventare un capo di massacratori, stupratori, torturatori, kapò e saccheggiatori di migliaia di civili innocenti. Mihajlovic era amico di Arkan, e si dice fiero di non rinnegare gli amici: ma c’è una differenza fra rinnegare un’amicizia e ripetere ancora oggi che «Arkan è stato un eroe del popolo serbo». Dice Mihajlovic: «Siamo un popolo orgoglioso. Siamo tutti serbi. Preferisco combattere per un mio connazionale»… La frase dell’orgoglioso Mihajlovic somiglia a quella che avrebbe potuto dire un tedesco al tempo di Hitler: «Siamo un popolo orgoglioso. Siamo tutti tedeschi. Preferisco combattere per un mio connazionale». Questo scriveva Adriano Sofri su Repubblica il 30 maggio del 2010.

Caro Mihajlovic, ci faccia sapere quando è disponibile per una lezione di storia che comprende i genocidi nazisti e quelli sei suoi amici Arkan e Milosevic, così non avrà più modo di dire “Sono ignorante in materia”, ma se vuole può evitare tutto questo e dire semplicemente, con coraggio, che lei la pensa come chi ha attaccato le figurine di Anna Frank, sarebbe più dignitoso anche per lei.

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