La presenza di persone migranti che vivono in condizioni precarie e trovano riparo in diversi punti di Crotone torna al centro del dibattito cittadino. A intervenire sul tema è Pino De Lucia Lumeno, responsabile Immigrazione di Legacoop Calabria, che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare la situazione attraverso una maggiore organizzazione della rete di accoglienza e il coordinamento tra istituzioni e terzo settore.
Una condizione che, sottolinea De Lucia Lumeno, genera comprensibili preoccupazioni tra i cittadini, legate anche al decoro urbano e alla sicurezza, ma che allo stesso tempo pone il problema delle persone costrette a vivere senza una sistemazione stabile.
Secondo il responsabile Immigrazione di Legacoop Calabria, dietro quanto è visibile nelle strade opera già una rete composta dai Servizi sociali del Comune e da numerose realtà del terzo settore. Tra queste vengono citate la Rete SAI del Comune e quella della Provincia, il Camper della Speranza e la Caritas Diocesana, attraverso il dormitorio e la mensa Padre Pio.
Operatori, volontari e mediatori culturali, evidenzia De Lucia Lumeno, sono impegnati quotidianamente nel monitoraggio delle situazioni di maggiore vulnerabilità e nella ricerca di possibili soluzioni, garantendo anche assistenza burocratica e legale. In alcune delle giornate più difficili, aggiunge, le sedi delle organizzazioni coinvolte sono rimaste aperte per offrire sostegno alle persone presenti sul territorio.
Nella sua riflessione, il rappresentante di Legacoop Calabria collega inoltre le difficoltà riscontrate a Crotone ai cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nelle politiche migratorie nazionali ed europee e, in particolare, alle modifiche che hanno interessato il sistema di accoglienza. Una situazione che, secondo De Lucia Lumeno, avrebbe ridotto le possibilità di inserimento nei percorsi strutturati per una parte dei richiedenti protezione internazionale, aumentando le difficoltà nella gestione delle persone rimaste fuori dai circuiti ordinari.
Al centro dell’intervento c’è anche il rapporto tra accoglienza, sicurezza e decoro urbano. Per De Lucia Lumeno, garantire percorsi organizzati di presa in carico, individuare i bisogni delle persone e sostenere il lavoro degli operatori rappresentano strumenti utili non soltanto per chi si trova in condizioni di vulnerabilità, ma anche per ridurre situazioni di marginalità nelle strade.
Il responsabile Immigrazione richiama inoltre una recente riflessione della Cooperativa Agorà Kroton, secondo cui «la migrazione è una condizione, non uno status», invitando a non perdere di vista la dimensione personale dietro le diverse condizioni giuridiche e amministrative.
Da qui l’appello rivolto anche ai livelli istituzionali superiori affinché vengano messi a disposizione del territorio strumenti e risorse adeguati per affrontare il fenomeno. Per Legacoop Calabria, la risposta passa dunque dal rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, servizi sociali e terzo settore, con l’obiettivo di gestire le situazioni di vulnerabilità e, allo stesso tempo, tutelare la vivibilità della città.
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