Un appello accorato, quello che arriva da Caterina Villirillo, presidente dell’associazione Libere Donne di Crotone, che da oltre trent’anni opera a stretto contatto con situazioni di fragilità, violenza e marginalità sociale. Un appello rivolto alle istituzioni, affinché – sostiene – riconoscano la centralità dell’esperienza sul campo quando si interviene nelle vite di chi soffre. Secondo Villirillo, nel mondo complesso del sociale servono umiltà, empatia e competenze reali, maturate non solo attraverso titoli di studio o incarichi istituzionali, ma soprattutto attraverso anni di ascolto, supporto e presenza concreta nei contesti più difficili.
“Nel sociale – afferma – non si può operare senza conoscere davvero la strada, senza aver visto da vicino il dolore, le ingiustizie, le ferite che molte persone sono costrette a portare. Un ufficio, una poltrona o un curriculum non possono sostituire l’esperienza diretta accanto a chi vive quotidianamente la sofferenza”. Villirillo denuncia inoltre una mancanza di collaborazione tra associazioni e istituzioni, che spesso porta le realtà del territorio – quelle che intercettano davvero le vittime – a essere percepite come “nemiche” anziché partner necessari. Una distanza che, a suo avviso, si ripercuote sulla capacità di raggiungere e aiutare le donne vittime di violenza.
“La verità – sottolinea – è che convegni, passerelle e incontri istituzionali non arrivano a chi ha davvero bisogno. Le donne che vivono situazioni di sopruso non vengono intercettate dalle cerimonie, ma dal lavoro quotidiano degli operatori di strada”. L’appello è rivolto soprattutto al sindaco di Crotone, al quale Villirillo chiede una presenza concreta, prima ancora che un sostegno economico: “Non vogliamo soldi, chiediamo ascolto. Il sindaco non è mai venuto nella nostra sede di Via Ducarne. Gli basterebbe venire a trovarci per vedere con i suoi occhi uno spaccato della città che oggi non conosce”.
Un invito che mira a superare quello che l’associazione percepisce come un “muro” tra il mondo del sociale e l’amministrazione comunale, affinché la voce di chi ogni giorno sostiene le donne in difficoltà possa finalmente essere ascoltata.
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