Crotone,
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L’avvocato Franco Coppi diventa socio ad honorem della Camera penale di Crotone

Il Consiglio direttivo della Camera penale di Crotone; nel riquadro il professore Coppi

 

Il professore e avvocato Franco Coppi è diventato socio honoris causa della Camera penale di Crotone.

L’occasione è stata il webinar organizzato dalla Camera penale di Crotone, nei giorni scorsi, sul tema “La giustizia impazzita in tempi di populismo penale”. All’evento hanno partecipato in qualità di relatori il professore Franco Coppi, gli avvocati del Foro di Roma Elisabetta Manoni e Francesca Coppi, l’avvocato Aldo Truncè presidente della Camera penale di Crotone.

Gli interventi si sono concentrati sul fenomeno del populismo penale sotto la visuale storica, antropologica, culturale e sociale. Nel corso dell’evento è stata conferita la qualità di socio “ad honorem” della Camera penale di Crotone all’avvocato Franco Coppi che ha espresso un plauso all’associazione dei penalisti di Crotone, evidenziando come il tema scelto sia di stretta attualità e di interesse trasversale.

La Camera penale di Crotone dal canto suo, è stata orgogliosa del lustro reso all’associazione del più famoso avvocato d’Italia.

“Avere l’avvocato più importante d’Italia tra i soci della Camera penale di Crotone era un traguardo ambizioso. – ha detto Aldo Truncè – Il professore è stato formalmente investito della qualità di socio, e ha reso lustro alla nostra associazione, regalandoci un intervento indimenticabile. È stata una giornata memorabile”.

 

Nel corso del webinar Coppi è intervenuto sulla giustizia impazzita, un tema a lui molto caro, attualizzandolo con un’analisi sul fenomeno del populismo penale. Ha esaminato, offrendo anche la propria esperienza professionale, una casistica giudiziaria a tratti folle.

«Coppi ha rivelato all’uditorio un caso in cui un giudice della Suprema Corte, – scrive la Camera penale di Crotone – alla conclusione dell’udienza in cui fu rigettato il ricorso difensivo, confidò all’avvocato che era quasi certo dell’innocenza dell’imputato, ma, l’esistenza della “doppia conforme” (cioè la disamina degli elementi di prova a carico con responso conforme sia in primo che in secondo grado) lo aveva indotto a rigettare il ricorso. Cosa questa, molto grave. Una doppia conforme può anche essere una “doppia cavolata”, ha sostenuto Franco Coppi».

E ancora: «Il professore Coppi ha censurato quella branca, per fortuna minoritaria, della magistratura, per la quale un imputato assolto è un colpevole che l’ha fatta franca. Poi il professore ha ricordato alcuni trascorsi della sua carriera accademica nel corso della quale si è imbattuto con studenti che si sono auto dichiarati apertamente giustizialisti, desiderosi di fare i pubblici ministeri anziché i magistrati, evidenziando come il germe delle derive populiste della giustizia penale si insinui già dagli esordi e come questo sia estremamente pericoloso per l’equilibrio dell’ordinamento giuridico».

Consiglio direttivo Camera penale di Crotone