Crotone
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Lavorano da anni con le matricole Tim: i dipendenti Abramo devono essere assunti, c’è un precedente

Il tempo stringe e le speranze per i 1080 lavoratori della Abramo Customer care si affievoliscono sempre di più. Il Governo sembra aver accettato la proposta, già ritenuta da questa testata irrispettosa, che riguarda l’assunzione di circa 200 lavoratori, molti dei quali collaboratori con contratti co.co.co, mentre agli altri verrebbero azzerati gli scatti di anzianità e verrebbe garantito un part-time al 50%. Insomma, roba che nessuno dovrebbe mai accettare. Figuriamoci un Governo.

Ma che fine faranno gli altri lavoratori, gli stessi che da anni lavorano per Tim, il colosso delle telecomunicazioni made in Italy? I sindacati continuano a premere (giustamente) sulla clausola sociale, che obbligherebbe la stessa Tim ad assumere i lavoratori, così come avvenuto già per gli altri che lavorano in Abramo ed erano impegnati sulle commesse di Roma Capitale e Poste Italiane.

Ma oltre alla clausola sociale c’è anche un’altra via, che non deve essere ignorata. Un precedente, con tanto di sentenze del Tribunale di Napoli Nord. Riguarda il caso dei lavoratori ex Gepin, impiegati per anni su Poste Italiane e che sono stati assunti, così come affermava il segretario di allora della Slc Cgil Napoli, Alessandra Tommasin, in quanto il Tribunale “ha riconosciuto un rapporto continuo ed inequivocabile creando un rapporto stabile e di diretta dipendenza nell’attività lavorativa nonostante l’assegnazione di una commessa”. In quel caso di parlò di “illegittima interposizione di manodopera”.

Adesso la domanda è semplice: da quanti anni i dipendenti Abramo lavorano con le matricole Tim, per conto di Tim? Si tratta di un caso analogo, se non identico?

Ai sindacati il compito di approfondire la questione.