Crotone,

La biblioteca del “Lucifero” intitolata ad Arturo Caputo, vittima innocente della ‘ndrangheta di Strongoli

foto: CrotoneNews

Arturo Caputo sarà ricordato per sempre nella sua scuola. Questa mattina l’Istituto “Lucifero” di Crotone, con una cerimonia molto commovente e partecipata, ha intitolato la biblioteca della scuola ad Arturo Caputo, vittima innocente in un agguato di ‘ndrangheta, ucciso a 16 anni in un bar di Strongoli marina il 4 luglio 1990.

“Grazie al mio amico giornalista e scrittore Bruno Palermo – ha detto il dirigente scolastico Girolamo Arcuri – che ci ha subito suggerito, anche e soprattutto col suo libro Al posto sbagliato – storie di bambini vittime di mafia – l’intitolazione della biblioteca ad un nostro alunno, Arturo Caputo. Suggerimento che abbiamo subito abbracciato e fatto nostro tanto da avere nostro ospite lo scorso anno don Luigi Ciotti. E come annunciato allora, oggi abbiamo finalmente chiuso un percorso e aperto una nuova strada di memoria e di diffusione del senso di cittadinanza”. Alla scopertura della targa e all’intitolazione della biblioteca c’erano anche i genitori Francesco e Francesca, e i famigliari di Arturo Caputo che hanno voluto suggellare questo riconoscimento al loro amato figlio istituendo, insieme alla dirigenza del “Lucifero” una borsa di studio per gli studenti e intitolata ad Arturo.

Nel corso della cerimonia gli studenti delle classi 3A e 3C che, insieme al vero motore della manifestazione, la professoressa Teresa Marangolo hanno approfondito le tematiche sulle vittime innocenti di mafia, hanno letto alcune storie tratte dal libro di Bruno Palermo “Al posto sbagliato – storie di bambini vittime di mafia”. Particolarmente commoventi le letture della storie di Arturo Caputo e Dodò Gabriele. Alla cerimonia erano presenti anche il coordinatore provinciale di Libera, Antonio Tata, l’autore del libro Bruno Palermo, il sostituto procuratore della Repubblica, Alfredo Manca, e il presidente dell’ordine degli avvocati di Crotone, Giuseppe Gallo. A nome di tutta la famiglia Maria Teresa Zito, la cognata di Arturo, ha inteso ringraziare quanti si sono prodigati perché il nome di Arturo non finisse dimenticato. “Ora invece, – ha detto Zito riprendendo le parole di Antonio Tata – chiunque passando da questo corridoio leggerà il nome di Arturo Caputo e magari si chiederà chi era questo ragazzo e cosa gli è capitato”. Arturo Caputo non sarà più dimenticato.

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