Crotone,

Isola Capo Rizzuto, in 45 partecipano al corso per volontari del reinserimento sociale dei detenuti

Riceviamo e pubblichiamo

“Hanno partecipato in 45 ai primi tre incontri del corso “Volontari per le misure di comunità” promosso dall’associazione I Giovani della Carità ad Isola Capo Rizzuto nell’ambito dell’omonimo progetto Seac (Coordinamento enti ed associazioni di volontariato penitenziario) sostenuto dalla “Fondazione con il Sud”.

Il progetto nasce per favorire il reinserimento sociale dei detenuti che devono scontare una pena prevista dalle misure di comunità e che, in alternativa al carcere, possono svolgere lavori di pubblica utilità o attività di volontariato. L’iniziativa coinvolge, nel Sud Italia, cinque associazioni tra cui “I Giovani della Carità” e prevede la formazione dei volontari, il rafforzamento della rete tra le associazioni di volontariato penitenziario e la sensibilizzazione della società all’accoglienza delle persone in esecuzione penale esterna. Un’idea diffusa nell’opinione pubblica è che una società è tanto più sicura quanto più siano chiusi in carcere gli autori di reato. In realtà il tasso di recidiva delle persone che scontano una pena detentiva è enormemente più alto di quello relativo a persone sottoposte a sanzioni non detentive. Solo il 19% dei condannati in esecuzione penale esterna commette nuovi reati, una volta estinta la pena, a fronte del 70% dei detenuti. Il corso vuole offrire ai partecipanti tutte le nozioni necessarie per affiancarsi, come volontari, agli operatori preposti alla gestione della misura al fine di facilitare l’inclusione sociale dei detenuti. L’obiettivo finale è quello di creare una rete per l’attuazione delle misure di comunità con tutti le istituzioni operanti in ambito penitenziario e aumentare la diffusione delle misure alternative contribuendo alla loro efficacia. L’associazione “I Giovani della Carità”, nata nel 2011 su iniziativa del presidente Luigi Ventura, si occupa di accogliere minori, giovani adulti ed adulti destinatari di misure alternative alla detenzione. Ha siglato un protocollo d’intesa con l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) di Crotone e con l’Ufficio di servizio sociale minori del Centro per la giustizia minorile della Calabria e Basilicata di Catanzaro. In associazione operano 30 volontari di cui otto prendono parte al corso.  I prossimi appuntamenti del primo ciclo formativo sono previsti il 30 gennaio e il 6 febbraio, alle 15.30, nella sede dell’associazione in via Le Castella, n. 18, ad Isola Capo Rizzuto e vedranno gli interventi di rappresentanti delle istituzioni penitenziarie, avvocati e magistrati di sorveglianza”.

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