Crotone, 
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Franco Eco vince il Premio MUSA per la colonna sonora di “Hadar – Il frutto di Dio”

Un nuovo riconoscimento per il compositore calabrese Franco Eco, che lo scorso 29 agosto ha ricevuto a Massa il Premio MUSA della Critica Cinemusicale per la colonna sonora di Hadar – Il frutto di Dio, documentario diretto da Luca Brignone.

Il premio è stato assegnato nell’ambito del Festival Mercurio d’Argento, nella categoria Miglior colonna sonora di Documentario, una delle tre sezioni previste dall’edizione 2026 insieme a Film e Serie TV. Il documentario è prodotto da Pepito Produzioni e realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission.

A valutare le opere in concorso una giuria composta da critici, giornalisti e professionisti specializzati nella musica per il cinema, presieduta da Marco Testoni di Soundtrack City e Massimo Privitera, direttore di ColonneSonore.net. Tra i componenti anche rappresentanti di Sky TG24, TgCom24, Rai Radio 3, RSI, Wired, Rolling Stone, Film TV e Musica Jazz, oltre ad alcuni esponenti della critica cinematografica internazionale.

Le musiche composte da Franco Eco accompagnano il viaggio raccontato in Hadar – Il frutto di Dio, che attraversa Calabria, New York, Tel Aviv e Gerusalemme soffermandosi sull’incontro tra la cultura ebraica e quella calabrese attraverso la tradizione del cedro della Riviera dei Cedri, scelto ogni anno dai rabbini ortodossi per la celebrazione di Sukkot.

«Ringrazio la giuria per un premio che non mi aspettavo e Agostino Saccà, Mirco Da Lio e Luca Brignone per avermi dato questa possibilità – ha dichiarato Eco –. In Hadar la musica attraversa due memorie, quella ebraica e quella calabrese: due culture mediterranee che nel rito, nella terra e nel simbolico scoprono di non essere poi così lontane».

Il compositore sottolinea come, nel documentario, la musica non abbia semplicemente una funzione di accompagnamento narrativo: «La musica non le racconta e non le accompagna: le lascia risuonare. Perché una memoria, quando ha bisogno di essere spiegata, forse ha già smesso di essere memoria. Il suono arriva prima della parola e qualche volta resta anche dopo».

La partecipazione di Eco al Festival Mercurio d’Argento è stata anche l’occasione per presentare pubblicamente una prima fase del percorso di studi che sta conducendo sulla paleoantropologia musicale, nell’ambito della masterclass Dal flauto di Divje Babe dei Neanderthal all’intelligenza artificiale dei Sapiens.

La ricerca, ancora in corso, prende le mosse dall’ipotesi che la musica e l’organizzazione astratta del suono possano aver contribuito allo sviluppo del pensiero simbolico già prima della comparsa di Homo sapiens, nel mondo neandertaliano e forse anche in fasi precedenti dell’evoluzione degli ominini.

Un percorso attraverso il quale Eco approfondisce il rapporto tra musica, evoluzione e processi cognitivi, considerando il suono non soltanto come forma espressiva, ma anche come possibile strumento di indagine sui meccanismi attraverso cui l’essere umano attribuisce significato alle esperienze.

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