Crotone,

Fiume Neto sotto attacco, Legambiente: “Basta centrali elettriche”

«Apprendiamo dall’ordinanza KR02/2016 della Regione Calabria (Dipartimento 8 Infrastrutture — Lavori Pubblici — Mobilità Settore: U.O.T. – Funzioni Territoriale – Ufficio Demanio Idrico – sede di Crotone) che è stata inoltrata una richiesta per l’utilizzo a scopo idroelettrico delle acque del fiume Neto (Salto II) in agro del Comune di Santa Severina». A lanciare l’allarme è il presidente di Legambiente Crotone Girolamo Parretta di concerto con gli ornitologi, le guide ambientali e le altre associazioni ambientaliste del territorio. «La centrale – spiega Parretta – svilupperebbe una potenza nominale media di concessione pari a 215.7 Kw. Si tratta – commenta il presidente di Legambiente – dell’ennesima minaccia per il fiume e per l’importanza della sua funzionalità biologica fluviale. In questa parte del Neto, infatti – rende noto ancora Parretta – vivono specie di altissimo valore naturalistico e scientifico come la lontra, l’occhione e il capovaccaio, varie specie di fauna e ambienti ritenuti d’interesse comunitario. Oltretutto, esistono già diverse opere di presa, nello stesso bacino ben al limite della legalità, in quanto non c’è, ad esempio, il rispetto del flusso minimo vitale. A ciò – prosegue la nota – si aggiungano altre violazioni che sono all’ordine del giorno quali: inquinamento, discariche abusive, captazioni sempre abusive ecc… Insomma, la gestione delle acque non tiene conto del fiume come bene pubblico insostituibile, ma unicamente come oggetto speculativo come nel caso in questione. Dulcis in fundo, siamo nel cuore della Zps e ci sorprende che l’Autorità di bacino abbia dato il suo parere positivo. Chiediamo al presidente della giunta regionale Mario Oliverio che si blocchi immediatamente l’iter autorizzativo di questa centrale».

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