Cutro,
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Cutro, “Canto per Licia”: il soprano Bianca Sarcone ricorda la sua maestra e guida con un concerto

“La musica è il linguaggio universale dell’umanità. La poesia è la prova della vita”. Con questo nobile motto l’associazione culturale musicale “Artisti per passione” presenta “Canto per Licia”, domenica 4 dicembre alle ore 21:00 presso la Chiesa del Santissimo Crocifisso di Cutro. Sul palco saliranno il soprano Bianca Sarcone, al pianoforte il maestro Gianluigi Borrelli, mentre i versi saranno declamati dalla poetessa Angela Caccia.

Con questo omaggio il soprano Bianca Sarcone intende ricordare e omaggiare la sua insegnate e guida Licia Vallon, soprano di fama internazionale scomparsa di recente.

Licia Vallon è stata un soprano italiano, nata a Trieste sul principio degli anni 30 del secolo scorso e deceduta a Parma nel 2022.

Iniziò gli studi musicale presso il conservatorio della propria città, ma, contemporaneamente, fu autodidatta nella ricerca di specifici approfondimenti culturali e diretta formazione operistica, quale assidua frequentatrice degli spettacoli musicali prodotti dal teatro della città.

Dotata di una voce di soprano drammatico estesa, limpida e di ampio volume, dopo brevi, ma significative, esperienze professionali debuttò nel ruolo di Eeleonora nell’opera il Trovatore di Giuseppe Verdi.

Sposata al Musicologo Marcello Conati, per comuni impegni professionali, si trasferì in Svizzera, dove dimorò per circa dieci anni. In tale città quale collaboratrice del locale teatro d’Opera, ebbe occasione di venire a contatto con molti e celebri voci e musicisti di notorietà internazionale. Avendo l’intelligenza pronta ed acuta, forte temperamento artistico, per interpretare i nuovi personaggi operistici, preventivamente, ne faceva uno studio storio e psicologico molto accurato, fino a toccarne le pieghe profonde dell’animo, al fine di adeguare il colore e l’espressività della voce nel riproporli in teatro.  Molte le figure femminili che ha interpretato: ricordiamo, la le tante Gioconda, Abigaille, Iris, Giulia, dalla Vestale di Spontini, Wally, ma, soprattutto, Lady Macbeth, Tosca, Tourandot andando avanti in letture impetuose e musicalmente incisive.

Singolare risulta, anche, la sua lettura di alcune romanze di Tosti e specificamente di alcuni capolavori della canzone napoletana classica, in cui esibisce un canto ora appassionato, ora più tenero con vocalità di soprano lirico spinto.

Tornata in Italia, stabilì la sua residenza a Parma, dedicandosi per qualche tempo all’insegnamento, sia vocale che di arte scenica.

Escludendo alcune rare registrazioni amatoriali, rimane il rammarico per la sua scarsa presenza in sala ufficiale di incisione, forse dovuta al suo senso di perfezionismo.