Crotone,
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Crotone, Spiasl e Arpacal avviano il monitoraggio di gas radon negli edifici pubblici

Il Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spisal) dell’Azienda Sanitaria di Crotone, diretto da Rosa Bilotta, ha dato il via questa mattina al posizionamento dei dosimetri per la misurazione della presenza di gas radon in edifici pubblici della provincia crotonese.

La campagna dell’Asp – finanziata con appositi fondi della Regione Calabria dedicati alle aziende sanitarie – è affiancata dal Laboratorio “E. Majoarana” del Dipartimento provinciale di Catanzaro dell’Arpacal che, oltre ad una formazione mirata per gli ispettori sulle metodiche da usare per il posizionamento dei dosimetri, curerà anche la fase analitica in laboratorio restituendo, appunto, all’Asp di Crotone i rapporti di prova. I dati acquisiti, inoltre, confluiranno nella banca dati che l’Arpacal sta implementando su scala regionale per restituire un quadro dettagliato della presenza di questo gas radioattivo naturale sul territorio regionale.

Quella di Crotone è la prima azienda sanitaria in Calabria che, accedendo appunto ai fondi regionali, ha colto al volo questa possibilità di misurare la presenza di gas radon anche in ambienti di lavoro dove, solitamente, gli ispettori dello Spisal operano d’istituto.

Ormai sono noti gli effetti che il radon produce sulla salute dell’uomo; il radon rappresenta, infatti, la principale fonte di esposizione alla radioattività per la popolazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) ha valutato la cancerogenicità del radon fin dal 1988 e lo ha inserito nel Gruppo 1: “agenti in grado di indurre il tumore polmonare”. Stime consolidate da decenni a livello mondiale attribuiscono al radon la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco con un rischio proporzionale alla concentrazione. In Italia si stima che, su circa 30.000 casi di tumore polmonare che si registrano ogni anno, oltre 3.000 siano da attribuire al radon, la maggior parte dei quali tra fumatori ed ex-fumatori.

“Non è la prima volta che Crotone – ha dichiarato il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra – rappresenta un esempio di come debbano collaborare gli enti sul territorio; in questo caso siamo ben lieti di supportare l’azienda sanitaria per monitorare un pericoloso fattore cancerogeno come il radon. Ci auguriamo che anche nelle altre province si possa estendere la collaborazione con le altre Asp anche per questa specifica attività di monitoraggio”.

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