Crotone,

Crotone, personale di Crotone Sviluppo fatto entrare nella stanza di un funzionario usa il suo computer: scoppia la bufera

Il Comune di Crotone

È il 17 maggio quando il Responsabile del Settore VI (ufficio personale) del Comune di Crotone, Emilio Ape, protocolla una segnalazione di “Data Breach”, ovvero violazione di dati personali. La segnalazione ha come destinatari il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, il segretario generale Paolo Lo Moro, e il “Data protecnion offricer”. Nella missiva Ape scrive che c’è stata una violazione della riservatezza e a penna aggiunge quali dati sarebbero stati violati: “Posta elettronica istituzionale, vari documenti istituzionali, cartella cartacea di natura giudiziaria, cartelle documenti dati del personale dell’Ente” e aggiunge: “Verificato accesso di soggetti non dipendenti dell’Ente”. Un fatto gravissimo, dunque, secondo lo scrivente. Una violazione di dati sensibili da parte di personale non dipendente dell’Ente che non solo sarebbe entrato nel suo ufficio con lui in ferie, ma avrebbe messo mano al computer di lavoro dello stesso Emilio Ape. Computer contenente dati sensibili e personali di dipendenti, oltre che documenti giudiziari e riservati.

Di fatti è quello che è avvenuto visto che tre giorni dopo l’Amministratore unico di Crotone Sviluppo, Gianfranco Turino, invia una lettera al sindaco Pugliese e alla nuova Dirigente del Settore VI, Teresa Sperlì, che poco tempo fa è passata proprio da Crotone Sviluppo al Comune di Crotone.

Turino parla di “comportamento scorretto, ineducato e ostruzionistico da parte del funzionario Emilio Ape, nei confronti del personale incaricato da Crotone Sviluppo di prestare attività lavorativa presso il Comune di Crotone su esplicita richiesta della Dirigente del Settore VI inviata l’8 maggio”.

Turino definisce il comportamento di Ape “bullo da strada” perché avrebbe chiesto “in modo dialetticamente violento l’immediato sgombero della stanza assegnata a tal uopo dalla dottoressa Sperlì”. L’amministratore di Crotone Sviluppo chiude chiedendo “un intervento sul funzionario citato”.

Passano solo alcuni giorni e il funzionario Emilio Ape, a conoscenza della missiva di Turino, scrive di nuovo al sindaco e dopo una premessa dice: “Vorrei farle notare che l’aver fatto invadere a mia insaputa l’ufficio di cui sono responsabile per i documenti che contiene, ancorché in ferie e non ancora in quiescenza, è stata una grave mancanza nei confronti di un funzionario che ha sempre svolto il proprio lavoro con correttezza e professionalità. Cosa però ancora più grave è stato consentire a personale non dipendente dell’Ente l’uso del computer in dotazione al mio ufficio, anche questo a mia insaputa, utilizzando chiavi d’accesso non ad esso assegnate, ma rilasciate ad altra dipendente del Comune che avventatamente ne ha consentito l’uso. Tale situazione ha creato un potenziale rischio per la sicurezza e l’integrità della rete intranet del Comune. L’Amministratore unico di Crotone Sviluppo, per difendere il suo personale, piuttosto che lamentarsi di presunti comportamenti non idonei messi in atto da me, avrebbe fatto meglio ad assicurarsi che questo venisse messo in condizione di prestare la propria attività in condizione rispettose dei regolamenti comunali sull’utilizzo dei beni e delle attrezzature informatiche dell’Ente. Per quanto riguarda, infine, il mio comportamento le faccio notare che è da ritenere tutt’altro che ostruzionistico ma di garanzia per l’Amministrazione, ben altri dovrebbero essere i soggetti nei confronti dei quali dovrebbe intervenire”.

Fin qui la parte istituzionale, ma non è escluso che la vicenda possa avere anche strascichi legali e giudiziari, visto che della vicenda potrebbero essere interessate le forze dell’ordine. Resta da stabilire se e da chi questo personale fosse stato autorizzato; quali sono i documenti ai quali queste persone hanno avuto accesso e se si tratta di documenti ai quali non avrebbero dovuto averlo; chi ha consentito loro di entrare in un ufficio che lo stesso Ape dice di aver chiuso a chiave. Una serie di verifiche che non potranno non avere conseguenze.

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