Crotone,

Crotone: passerelle di legno una trappola per disabili, e il mare diventa una chimera

E siamo arrivati alla notte di San Lorenzo, ovvero il 10 agosto. Mancano poche settimane alla fine di una stagione estiva crotonese che per molti aspetti può essere definita tragicomica. E tra il tragico ed il comico c’è spazio anche per il grottesco e per il mancato rispetto (come al solito) dei diritti fondamentali delle persone, soprattutto quelle con disabilità motoria. E sono proprio i disabili a segnalare le pessime condizioni in cui si trovano le passerelle di legno che dovrebbero consentire di raggiungere agevolmente la spiaggia. Legno rotto o addirittura marcio che rappresenta un vero e proprio pericolo per chi in carrozzina vorrebbe raggiungere la spiaggia e quindi il mare. Addirittura sembra che, secondo quanto riferito da alcune persone disabili, il Comune di Crotone abbia affidato ad una ditta i lavori per il rifacimento delle passerelle, ma di questi lavori nemmeno l’ombra. E intanto l’estate sta finendo, come cantavano i Righeira, e un anno se ne va, in una città che non solo non è a misura di disabili, ma non riesce a rispettare nemmeno i diritti minimi per una vita normale.

Benvenuti a Crotone.

“Noi, viaggiatori erranti, non sapevamo di che si trattasse, finché apprendemmo da un contadino che era Crotone, città antichissima e un tempo ai vertici tra quelle d’Italia. Quando poi passammo a domande più dettagliate, per cercare di capire quale tipo di gente abitasse quel suolo illustre e a quale genere di affare si dedicassero prevalentemente dopo il logoramento delle risorse provocate dalle frequenti guerre. ‘Cari i miei stranieri’ ribatté – se siete uomini d’affari cambiate programma e cercatevi un altro mezzo di sostentamento. Ma se invece siete persone di quel più brillante livello che riescono a dire una bugia dietro l’altra, correte dritto dritto verso la ricchezza. Infatti in questa città non si usa dedicarsi alle belle lettere, non c’è spazio per l’eloquenza, la sobrietà e l’integrità morale non arrivano a fruttare elogi; al contrario, invece, tutti coloro che voi vedrete in questa città, sappiate che si dividono in due categorie. Infatti o sono raggirati o raggirano. In questa cttà nessuno riconosce i figli, perché chiunque annovera eredi legittimi non viene ammesso a cene, non a spettacoli, ma viene escluso da ogni opportunità di svago e langue in un anonimato ontoso. Quelli che, invece non hanno mai preso moglie e non possiedono parenti prossimi conseguono gli onori più alti: per fare un esempio essi soli sono considerati dei bravi militari, essi soli dotati di eccezionale fermezza e, perché no, irreprensibilità. State per raggiungere – concluse – un fortilizio, che è come un campo durante un’epidemia di peste, dove non esiste altro se non cadaveri che vengono fatti a pezzi o corvi che li fanno a pezzi…” (Petronio Arbitro, Satirycon).   

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