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Crotone, Mons. Bregantini: “Gli errori di Trump e il destino del Sud Italia”

“Trump sbaglia se pensa di poter far diventare gli americani ricchi e felici a scapito degli altri. E come lui sbagliano tutti quelli che la pensano così e hanno perduto il senso politico e culturale del crescere insieme”. È questo il pensiero di monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, già vescovo di Locri e presidente della pastorale del lavoro della Cei, che ha parlato in occasione dell’inaugurazione di un asilo nido di Crotone, intitolato a tre bambini uccisi da un incendio nella loro casa del centro storico nel 1983. Bregantini celebrò i funerali dei bambini e all’epoca era parroco del Duomo e, dunque, del centro storico. Bregantini ha parlato del difficilissimo momento del Sud e delle persone che lo abitano, problemi legati alla mancanze di lavoro e non solo: “È un memento molto difficile questo per il Sud, ecco perché ancor di più riappare che solo i cittadini del Sud, consapevolmente carichi di forza interiore, di valori che sono stati mantenuti grazie a Dio, possono essere artefici del proprio destino. Guai se deleghiamo ancora, guai se non si custodisce il territorio, il patrimonio artistico, guai se non si fanno battaglie civiche, guai se non si ricorda il passato positivo. Ancor di più il Sud è nelle mani della gente del Sud, non è nelle mani di altri, però questo chiede che anche la politica centrale, che ha quasi dimenticato il Sud per tanto ragioni, e lo si è visto nell’ultimo referendum, faccia la sua parte. Mai perdere la voglia di battagliare e combattere in positivo”.
Ma il Sud e il Nord non possono essere due corpi estranei, dice Bregantini, in Italia come nel resto del mondo, e cita Paolo VI.
“In questi giorni sto rileggendo l’enciclica Populorum progresso che è stata emanata cinquant’anni fa (Enciclica sociale di Paolo Sesta pubblicata il 26 marzo 1967). Il modello che questa enciclica proponeva è proprio questo: non il Nord senza il Sud, né un Sud dimenticato, né uno contro l’altro, ma uno intrecciato con l’altro. Se lo avessimo ascoltato Paolo VI cinquant’anni fa adesso non avremmo i barconi, non avremmo le invasioni di oggi, non avremmo tante altre situazioni. Se non avessimo perduto la capacità di credere che la gioia dell’altro è anche la mia gioia, che la crescita del tuo territorio in Africa è la crescita del territorio in Europa, noi oggi avremmo una realtà ben diversa. Abbiamo perduto questo taglio culturale e politico, pensando che noi diventiamo ricchi e felici e non ce ne importa degli altri, che poi è l’errore che sta facendo Trump in questo momento in America”.

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