Crotone,

Crotone: “La Regione vuole affossare il Corap”, sit in di protesta dei lavoratori

La protesta di questa mattina

Sit-in di protesta questa mattina sulla Strada statale 106 dei lavoratori del Corap che ridotto l’accesso agli uffici regionali.

La protesta nasce dalla riunione di venerdì scorso nel corso della quale si è capito che la politica regionale, che aveva preso l’impegno di portare il Piano industriale dell’Ente, non ha di fatti mantenuto gli impegni. Alla riunione sindacale gli assessori regionali non si sono presentati ed hanno fatto partecipare i Dirigenti di dipartimento che a loro volta hanno chiesto tempo per valutare la proposta di piano industriale redatta dal Commissario, Carmelo Salvino.

I lavoratori hanno tre stipendi arretrati e tra pochi giorni a questo si aggiungerà anche il quarto. Il Piano Industriale doveva essere un documento preventivo rispetto alla fusione avvenuta con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 115/2016, invece, ad oggi non è stato ancora definito.

“Far morire questo Ente – sostengono i lavoratori – significa rinunciare alle politiche industriali nella Regione, creare problemi ambientali, visto che l’Ente è proprietario degli impianti di Depurazione più importanti. A livello locale i vecchi consorzi erano partecipati da Comuni, Province, associazioni imprenditoriali ed altri Enti che partecipavano attivamente alla vita degli stessi e prendevano impegni. Con il Decreto 115/2016 la Regione Calabria li ha ignorati senza neanche convocarli e si sta preparando ad abbattere il capitale escludendoli completamente. Per quanto riguarda il Csi di Crotone era l’unica società partecipata da Enti pubblici della nostra provincia che si manteneva da solo, aveva risorse economiche importati ed un impianto di depurazione capace di trattare le acque di falda della bonifica del Sito di Interesse Nazionale, oltre che risolvere l’annoso problema della depurazione dei reflui civili della città di Crotone”.

“Noi chiediamo dignità per il nostro lavoro – concludono i lavoratori – mediante un piano industriale serio che dia all’Ente la possibilità di aumentare i ricavi con nuovi compiti e la corresponsione delle mensilità arretrate”.

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