Crotone,
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Crotone, che fine ha fatto il campetto di Iannello da dedicare a Dodò Gabriele?

La locandina del torneo Liberi di Giocare 2015

foto: CrotoneNews

“Dedicare un impianto sportivo a Dodò è un impegno che tutta la comunità di Crotone ha voluto assumere per ribadire la vicinanza alla famiglia nel ricordo del nostro piccolo angelo”. Parole e musica dell’ex sindaco di Crotone, Peppino Vallone.

Parole, appunto, e niente di più. Perché quel progetto è rimasto solo parola. Le dichiarazioni di Vallone fanno parte di un comunicato stampa del Comune di Crotone, pubblicato sul sito istituzionale nel luglio del 2012. Un comunicato nel quale è scritto, inoltre: “Un impianto sportivo nel borgo rurale di Iannello da dedicare a Dodò, il piccolo Domenico Gabriele, ucciso in un agguato della criminalità organizzata proprio mentre giocava su un campetto di calcio. È il progetto che l’amministrazione comunale, con il sostegno e la sensibilità istituzionale del Prefetto di Crotone Vincenzo Panico, ha presentato al Ministero dell’Interno nell’ambito del programma “Io gioco legale” a valere sul PON Sicurezza per lo sviluppo 2007/2013. Nella casa comunale è stato siglato tra l’amministrazione Comunale rappresentata dalla dirigente del Settore Programmi Urbani Complessi e Politiche Comunitarie Elisabetta Dominijanni e la parrocchia San Isidoro Contadino rappresentata da Don Massimo Buscema, alla presenza del Segretario Generale dell’Ente Teresa Mansi, il contratto di comodato d’uso gratuito per la durata di 20 anni al Comune di Crotone dell’area di proprietà della Parrocchia “San Isidoro Contadino” dove l’amministrazione si propone di realizzare una struttura sportiva polivalente con un campetto di calcio a 5 outdoor. Un progetto, interamente realizzato “in casa” dai tecnici dell’Ente di oltre 226.000 € a valere sulla misura del Pon Sicurezza, che la città di Crotone dedicherà a Domenico Gabriele”.

Bene, quei soldi, quel finanziamento, nonostante le tante proroghe del Ministero, sollecitate all’epoca anche da Libera Crotone e dal Prefetto Vincenzo Panico, secondo i ben informati, non sono più disponibili. E come Crotone anche altri progetti simili non si sa che fine abbiano fatto. Soltanto due sono stati realizzati e completati: uno a Isola Capo Rizzuto (partecipò l’Amministrazione Girasole e fu conclusa dall’Amministrazione Bruno), e quello di Crucoli.

E mentre Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele, i genitori di Dodò, spendono gran parte del loro tempo andando in giro per le scuole italiane a testimoniare il loro impegno contro le mafie, a Crotone probabilmente si perdono i finanziamenti per la realizzazione di una struttura sportiva polivalente che sarebbe sorta proprio nel quartiere dove viveva il piccolino. E mentre in Italia a Dodò Gabriele vengono intitolate palestre, biblioteche, aule, piazze e strutture sportive, a Crotone ci accontentiamo della retorica del nulla, tanto chi vuoi che se li ricordi più queste cose?

A chi vuoi che importi se non si realizzerà più una struttura sportiva da dedicare ad un bambino ucciso a soli 11 anni mentre rincorreva un pallone? Qualcuno diceva che un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, quello crotonese allora rischia l’estinzione.