Crotone,

Crotone, Bregantini inaugura il nido intitolato a Teresa, Pasqualino e Demis Saccone

Dopo oltre 33 anni la città di Crotone ricorda i fratellini Teresa, Pasqualino e Demis Saccone, i tre bambini morti il 10 novembre 1983 nella loro casa di via Santa Margherita nel centro storico, dopo che da una stufa difettosa si era sprigionato un incendio. Questo pomeriggio in via Nazioni Unite è arrivato anche Monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo di Campobasso, che all’epoca dei fatti era parroco di Santa Chiara, per l’inaugurazione dell’asilo nido “Il giardino d’infanzia Pasqualino, Teresa e Demis” . Fu proprio padre Giancarlo, insieme a padre Bruno Facciotti, ad officiare la messa dei funerali che richiamò una folla di circa diecimila crotonesi. E proprio Bregantini ha ricordato quella tragedia, quel lungo corteo funebre partito dall’ospedale San Giovanni di Dio e arrivato al Duomo. Insieme a Bregantini c’erano i familiari dei tre piccoli, la mamma, un fratello e la sorella, ormai adulti. La struttura è stata realizzata con materiali ecosostenibili e con fondi europei dalla seconda Amministrazione Vallone, tanto che insieme all’attuale vicesindaco Antonella Cosentino c’era anche l’ex assessore ai servizi sociali Filippo Esposito. Hanno preso parte anche l’assessore attuale ai servizi sociali Alessia Romano e quella ai quartieri Caterina Caccavari. Per l’inaugurazione è stato scoperto un murales e sono stati piantati tre alberi di ulivo.

La struttura è capace di accogliere cinquanta bambini da 10 a 36 mesi;  il bando per l’accesso è già pubblicato nell’albo pretorio del Comune. “Trasiti, trasiti” ha ripetuto Bregantini, ricordando quando andava nei “vasci” del centro storico e veniva invitato ad entrare a casa dei crotonesi. Poi ha ricordato le mille battaglie per il lavoro e proprio su questo si è soffermato, invocando il lavoro e la dignità per Crotone e per il Sud. E, infine, ha parlato della tragedia dei tre fratellini Saccone, accarezzando il volto della mamma e ricordando che quella vicenda segnò tutti i crotonesi e di come il centro storico era ed è rimasto periferia “troppo spesso trascurata e ignorata”.

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