Crotone,

Civati a Capocolonna: “Su Scifo Franceschini prima o poi dovrà rispondere”

«Prima o poi il ministro Franceschini dovrà rispondere alle mie domande sullo stato di abbandono di Capocolonna». A ribadirlo è stato il leader di Possibile Pippo Civati che ieri, nella tarda mattinata, è stato a Capocolonna per attirare l’attenzione della politica e del media su quanto sta avvenendo a punta Scifo. «Crotone deve diventare un luogo di interesse turistico non nel senso che bisogna continuare a devastare il territorio con costruzioni che non si capisce se siano villaggi turistici, agriturismi o seconde case. Qui c’è bisogno di un turismo di nicchia, di valorizzazione di luoghi belli e importanti dal punto di vista storico, non abbiamo bisogno di devastare la costa per portare gente».

 

Nel corso della sua visita al promontorio Lacinio Civati ha incontrato il direttore del Parco di Capocolonna Gregorio Aversa e l’archeologa Margherita Corrado che ha fatto un po’ da guida turistica oltre a raccontare all’onorevole la storia recente di Capocolonna e di Punta Scifo. «Il problema di questo luogo meraviglioso – ha poi aggiunto il parlamentare – è che per arrivarci è una vera tragedia. Io sono partito da Roma stamattina e oltre alla questione della chiusura dell’aeroporto devo dire che ho attraversato strade improponibili. Questo è un fatto assolutamente da non sotto valutare. Farebbe bene a Franceschini passare un po’ di tempo a Crotone, anche perché i problemi che ci sono qui ci sono ovunque in Italia ci sia un po’ di bellezza. Bisogna fare strade e servizi e non case abusive o strutture definite turistiche come quella di punta Scifo».

 

Prima di salutare i giornalisti, e i rappresentati degli abitanti di Capocolonna, Civati ha parlato anche dei reati contro il patrimonio artistico: «E’ importante che la politica arrivi prima della magistratura sulle questioni perché arresti come quelli fatti ai tombaroli in azione proprio qui a Capocolonna ci fanno capire che bisogna tutelare il nostro patrimonio ma anche fare una programmazione adeguata che punti alla prevenzione. In ogni caso se il risultato è quello di attirare l’attenzione sui problemi che ne venga tutto».

 

 

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