Crotone
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Ci manca il maggio crotonese con i suoi riti sacri e profani, i colori, i profumi e l’aria di festa

foto: CrotoneNews

Quando ero all’Università, pur lontano soltanto 120 chilometri, maggio era il mese che mi mancava di più. Non solo per una serie di questioni personali, quanto soprattutto perché il maggio crotonese è diverso dagli altri. Maggio assume un valore simbolico, spirituale, intimo. Sembra quasi che quelli di maggio siano i giorni in cui ogni crotonese ricarica le batterie e si prepara a vivere nel modo migliore “la bella stagione”.

È come se fosse una “passaporta” che trasferisce il nostro corpo e la nostra anima in una dimensione solare, gioiosa, di aria da respirare, di liberazione, di contatto tra cielo, sole, mare e terra. Ma non è solo questo.

Il maggio dei crotonesi è tanto altro. Quell’atmosfera di festa che per settimane pervade la città, sembra lenire e alleviare malanni stagionali, dolori perpetui e cicatrici indelebili. Tutto in maggio sembra più leggero a Crotone. Una passeggiata per le vie del centro restituisce quella sensazione di benessere spirituale, di godimento interiore che per mesi è stato seppellito e nascosto dall’inverno e dal buio.

Dal 30 aprile, con il rito della “calata” del quadro della Madonna di Capocolonna, fino ad arrivare al 31 di maggio, la città vive sospesa tra sacro e profano.

Le luminarie coloratissime che avvolgono il centro fino a piazza Duomo, aiutano a formare l’aria di festa di quei giorni.

Il continuo via vai di gente, a qualsiasi ora, dal Duomo (o Basilica Cattedrale) per il tradizionale saluto e bacio (condito da tante preghiere) per la Madonna di Capocolonna; la sacra effigie davanti all’Ospedale per la benedizione ai malati; i vari incontri per le parrocchie della città.

Poi il lato meno sacro, ma ugualmente rituale della Fiera Mariana con i venditori “ululanti”; le rumorose giostre con le luci di mille colori e l’inconfondibile odore di cipolla fritta dei “paninari”; e infine, ma forse tra i più importanti riti pagani di maggio, l’arrivo del Teatro dei Burattini dei fratelli Ferraiolo, crotonesi ad honorem.

Il profumo del torrone appena cotto, delle caramelle e dello zucchero filante; le inconfondibili voci e narrazioni di Pulcinella e degli altri burattini; lo sghignazzare dei bambini seduti ad ammirare queste fantastiche creature della storia della cultura italiana. Insomma la festa di ogni giorno che solo maggio sa regalare ai crotonesi e ai suoi ospiti “stranieri” (xenos direbbero i padri fondatori di Kroton).

Il tutto raccolto e mescolato nella notte del terzo fine settimana di maggio, quando il quadro della Madonna, lasciata la Basilica Cattedrale intorno all’una di notte, tra una folla di migliaia di persone, inizia il suo cammino a piedi verso il promontorio di Capocolonna. Un vero e proprio rito di passaggio per molti, moltissimi giovani crotonesi per i quali sarà la prima notte da soli fuori casa.

La domenica sera altro bagno di folla, questa volta sul lungomare di Crotone, al rientro della sacra effigie, che sia via terra o via mare. L’attesa per i fuochi d’artificio sul mare, le luci che si riflettono nell’acqua, e il continuo chiedersi se fossero meglio quelli dello scorso anno.

Per il secondo anno consecutivo tutto questo non è stato possibile. Il Covid ci ha privati anche di questa meraviglia che è il maggio crotonese. In questi due anni ci sono mancati anche i passeggini “investiti” alla fiera o alla domenica sera, quelli per i quali avresti imprecato e ora benediresti per averceli davanti ai piedi.

Per il secondo anno consecutivo non abbiamo vissuto niente di tutto quella che è la nostra naturale vocazione per questi avvenimenti. Resta il rapporto intimo, personale, unico tra ogni crotonese e la Madonna di Capocolonna, quello no, non si è interrotto.

Senza tutto questo forse siamo tutti un po’ più poveri di quella idea di festa che ti girava in testa al solo pensiero di uscire di casa e sapere che avresti visto i bambini sorridere davanti a Pulcinella.

Quel sorriso, sono convinto, lo stiamo conservando per farlo esplodere in maniera più fragorosa e liberatoria…aspettando maggio 2022.